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Bosnia-Italia, il grande test per Gattuso: la carriera del ct che sogna di riportare gli azzurri ai Mondiali

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(Adnkronos) – Lo spareggio tra Italia e Bosnia di oggi, martedì 31 marzo, vale molto più di una qualificazione al Mondiale 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti. La finale playoff è una partita che per l'Italia pesa come un passaggio di consegne, dopo la mancata partecipazione agli ultimi due Mondiali. L'uomo che potrebbe riportare gli Azzurri in Coppa del Mondo è Gennaro Gattuso, 48 anni. Uno che da giocatore ha costruito la propria storia sulla fatica e sulla voglia di combattere. Da allenatore, 'Ringhio' ha dovuto invece imparare a trasformare quell’energia in idee, gestione e visione. Un percorso tutt’altro che lineare, fatto di sfide spesso complesse. Gli inizi tra Sion e Palermo raccontano di un tecnico ancora in costruzione, mentre l’esperienza al Pisa ha messo in luce per la prima volta le qualità di Gattuso: organizzazione, identità e capacità di creare gruppo. È però sulla panchina del Milan che il tecnico ha affrontato il salto maggiore, prendendosi la responsabilità di guidare il club che lo aveva fatto grande da calciatore, con due Champions League messe in bacheca.
 Poi ecco il Napoli, club con cui ha conquistato la Coppa Italia 2019-20. Un trofeo che ha certificato la sua crescita, in un contesto competitivo e spesso instabile. Le successive esperienze con Valencia e Marsiglia, tra alti e bassi, completano il profilo di un allenatore ancora alla ricerca della piena maturità. La storia di Gattuso non si esaurisce in campo. Negli ultimi anni, Rino ha dovuto affrontare anche una sfida personale, lontana dai riflettori ma altrettanto impegnativa: la miastenia oculare, una forma autoimmune e cronica che indebolisce i muscoli degli occhi e delle palpebre, causandogli diplopia (visione doppia) e palpebra cadente. Il tecnico, che convive con questa patologia da oltre 10 anni, ha sempre affrontato tutto a testa alta. Perché è un uomo abituato a convivere con la difficoltà, non a caso ha accettato la missione più difficile per un allenatore italiano: la panchina della Nazionale. 
Con una missione chiara: guidare un gruppo in grande difficoltà, per riportarlo ai Mondiali 12 anni dopo l'ultima volta. La partita contro la Bosnia non sarà una questione di estetica, ma di resistenza, nervi, identità. Gattuso, di sicuro, ci metterà del suo per l'impresa. 
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