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Borsellino: emergenza Covid, salta udienza depistaggio a Caltanissetta (2)

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(Adnkronos) – Nel 1995 l’ex pentito Vincenzo Scarantino parlando con la sua legale, appunto l’avvocata Falcone, che oggi avrebbe dovuto essere ascoltata nel dibattimento, diceva: “Mi sento preso in giro”, senza sapere di essere intercettato nella sua casa di San Bartolomeo al Mare, in Liguria. E’ il 22 gennaio del 1995 e Scarantino si confidava con l’avvocata. Si sentiva “preso in giro” ma “non dagli avvocati”, chiariva al legale. Per questo motivo voleva tornare in carcere e “rispedire la famiglia a Palermo”. “Afferma che non ce l’ha con i magistrati – come annotavano i poliziotti nel brogliaccio che è stato depositato alla Procura di Caltanissetta nell’ambito dell’indagine aperta dalla Procura di Messina su due magistrati poi archiviata – ma con qualcuno di Palermo che lo vuole fare innervosire” e che vede “cose strane”. E ribadiva che lui “sa” di parlare con sincerità”. Il giorno successivo, invece di tornare in carcere e “rispedire la famiglia a Palermo”, deponeva al processo per la strage. Scarantino voleva ritrattare la sua falsa confessione alla vigilia della deposizione in aula?

“Non sono pentito di quello che ho fatto, anzi dovevo parlare subito dopo il io arresto“, diceva invece il 4 maggio del 1995 parlando con la cognata al telefono. I due non sapevano di essere intercettati. Anche questa conversazione era finita nel brogliaccio depositato dalla Procura di Messina ai colleghi nisseni nell’ambito dell’inchiesta sul depistaggio sulle strage di via D’Amelio. Poco prima la moglie di Scarantino, Rosalia parlando con la sorella e quest’ultima gli diceva: “Se Enzo (Scarantino ndr) torna indietro con la sua scelta è meglio per tutti”. E Rosalia le diceva che quando sente parlare al telefono del marito “pensa sempre a brutte cose”. Ma quando passa la cornetta al marito, Scarantino dice alla cognata di non essere affatto pentito della sua scelta. Si diceva “preoccupato” per la suocera perché la madre “non la tocca nessuno”. Oggi l’avvocata Falzone avrebbe dovuto chiarire le parole dell’ex collaboratore Scarantino. Lo farà alla prossima udienza, prevista per il 26 gennaio. Se non sarà accertata l’incapacità della teste di partecipare alla prossima udienza”.

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