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Biennale: destino e libero arbitrio in gioco al Festival del teatro

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Roma, 5 lug. (Adnkronos) – Domani il 49esimo Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia presenta al pubblico due importanti riflessioni su destino e libero arbitrio nell’azione umana: ‘Hard to be a God’ per la regia di Kornél Mundruczó con Proton Theatre in scena al Parco Albanese di Mestre (ore 20.30) e ‘Altro Stato’ di Lenz Fondazione alle Tese dei Soppalchi (ore 21.00).

Al via da oggi fino alla conclusione del Festival anche le performance site specific dei due vincitori di Biennale College: AB IMIS/ iolagemmainnestai di Stellario di Blasi in Campo Santo Stefano e On a solitary Beach del collettivo artistico -ness (Rooy Charlie Lana e Giulia Zulian) al Lido in Riva di Corinto (entrambe alle ore 18.00). È uno spettacolo duro quello che Kornél Mundruczó presenta in prima italiana alla Biennale Teatro.

‘Hard to be a God’ entra nelle vite violate di tre giovani prostitute tenute prigioniere da cinque uomini negli angusti spazi di due camion per il trasporto merci parcheggiati nel porto di Rotterdam, zona franca dove tutto può succedere. Gli attori di Proton Theatre delineano sul palcoscenico un mondo di carnefici e vittime, che non lascia margine d’errore né vie di fuga. Scene forti che scuotono il pubblico si susseguono a ritmo serrato, facendo dello spettatore un osservatore inerme. Condannato a una simile inazione è anche uno degli uomini a bordo dei camion: intruso in una realtà che rifiuta ma contro cui non riesce a reagire, assiste ai crimini, e come un Dio guarda le sue creature a distanza. Sullo sfondo una domanda: “per quanto ancora ci si può limitare a essere osservatori?”

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