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Bellantone: “Mater Olbia a pieno titolo in rete sarda per cure alta qualità”

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Roma, 26 set. (Adnkronos Salute) – Il Mater Olbia a pieno titolo nella rete sanitaria della Sardegna: “non vogliamo essere i primi della classe ma non accettiamo di non essere componenti di questa classe. E nel pieno rispetto delle regole stabilite dalla Regione, chiediamo che i nostri professionisti e i capi-scuola del Gemelli, possano essere utilizzati al meglio per contribuire a garantire una buona sanità”. Lo spiega Rocco Bellantone, preside della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università cattolica del Sacro Cuore, direttore dell’unità operativa complessa di chirurgia endocrina e metabolica del Policlinico Gemelli e nel Cda, appena rinnovato, del Mater Olbia (con la delega ai rapporti con la Regione Sardegna) in una lunga intervista su ‘La Nuova Sardegna’

“Per natura sono molto ottimista – continua Bellantone – e lo sono anche per il ruolo che il Mater Olbia può ricoprire nell’isola. Ho già avuto contatti telefonici con i vertici della Regione e dell’Ats e siamo d’accordo: organizzeremo, in breve tempo, una serie di incontri tecnici per inserire nella rete sanitaria sarda, a pieno titolo, anche il nostro ospedale. E noi siamo pronti a realizzare ciò che ci viene chiesto”.

“Da una parte – aggiunge – vogliamo evitare ai pazienti che risiedono nel Nord dell’isola inutili e costosi spostamenti, dall’altra il nostro obiettivo – che è poi quello della Regione – è fare la nostra parte per abbattere la mobilità passiva. Un traguardo che può essere raggiunto grazie alle professionalità e all’altissima tecnologia di cui il Mater dispone e all’apertura di ulteriori servizi”.

Un contributo determinante lo darà l’apertura del centro di radioterapia che dovrebbe ospitare i primi pazienti all’inizio del 2021. Si tratta di un investimento da quindici milioni di euro (tre per le opere murarie e dodici per le apparecchiature). “Stiamo per mettere in campo una radioterapia superba – precisa Bellantone – dotata di tre strumenti all’avanguardia. Un robot per la radioterapia cerebrale che hanno in pochi in Europa e che non c’è nemmeno al Gemelli, un apparecchio che integra radioterapia e risonanza magnetica e una macchina guidata dall’intelligenza artificiale”.

Sono alcune migliaia i pazienti, ricorda Bellantone, “che sono costretti andare fuori dall’isola e non perché in Sardegna non ci sia la qualità, ma perché ci sono liste d’attesa molto lunghe. Con il nostro contributo possiamo consentire ai sardi di curarsi in uno dei migliori centri d’Italia”.

Prevista, spiega ancora Bellantone, anche l’attivazione della Stroke Unit per gli ictus cerebrali, del centro specializzato di neurochirurgia, della radiologia interventistica, della chirurgia dell’obesità e di quella ginecologica. Oltre al servizio per la diagnosi e la terapia delle patologie della tiroide. “Tutte aree per le quali, oggi, molti sardi si spostano all’interno della Regione e anche fuori”. Bellantone, infine, annuncia un’altra importante novità. “Apriremo presto un pronto intervento (dalle 8 alle 20) per le malattie neurologiche, addominali e ginecologiche. E anche in questo caso – conclude Bellantone – siamo assolutamente disponibili a offrire la nostra piena collaborazione ai pronto soccorso per aiutarli a soddisfare tutte le necessità”.

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