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‘Baby Bardot’, che fine hanno fatto le eredi di B.B.?

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(Adnkronos) – Per decenni, il mondo della moda e del cinema ha cercato ossessivamente la 'nuova Bardot'. Non bastava essere bionde: serviva quel mix irripetibile di innocenza e sensualità esplosiva, i capelli arruffati ma perfetti, la bocca imbronciata e, spesso, quei dents du bonheur (denti della felicità, i due incisivi separati) che B.B. aveva trasformato in un marchio di fabbrica di imperfetta bellezza. Stilisti, fotografi e riviste alla ricerca di idee hanno incoronato diverse donne come legittime eredi dell'icona francese. Alcune ne hanno ricalcato il fisico, altre l'atteggiamento ribelle. Ma oggi, a fine 2025, dove sono finite e cosa fanno le più celebri 'eredi' di Brigitte?  Nel 1989, la campagna Guess scattata da Ellen von Unwerth la trasformò nella copia carbone di Bardot versione 'Et dieu créa la femme', lanciandola nell'olimpo delle top model. Karl Lagerfeld suggellò il titolo nel 1993, facendola sfilare per Chanel con un look che era un omaggio vivente all'attrice francese. Oggi, a 54 anni, Schiffer sta vivendo una seconda giovinezza professionale. Il 2025 è stato l'anno del suo grande ritorno: è apparsa come volto di ben tre grandi campagne globali (Balenciaga, Versace e Chloé). Non si limita a posare: continua a gestire il suo brand e a curare mostre sulla fotografia di moda, confermandosi la "businesswoman" più longeva tra le sue ex colleghe.  Se Schiffer era la Bardot solare di Saint-Tropez, Kate Moss ne ha incarnato il lato più ribelle e notturno: eye-liner pesante, atteggiamento menefreghista e sex appeal magnetico. Il 2025 non è stato semplice per l'imprenditrice Moss. A luglio la sua linea di benessere e skincare Cosmoss, lanciata tre anni prima, è stata messa in liquidazione volontaria a causa dei debiti. Le resta però la sua agenzia di talenti, la Kate Moss Agency, con cui gestisce la carriera della figlia Lila e di altri volti nuovi, mantenendo il suo status di icona di stile globale.  La Francia trovò la sua nuova B.B. in Vanessa fin dal suo esordio con Joe le taxi a 14 anni. Ma fu Jean-Paul Goude a immortalare il legame estetico nel 1991, con la pubblicità del profumo Coco Chanel: Vanessa, vestita da uccellino in una gabbia, incarnava quella stessa fragilità lolitesca mista a malizia che aveva reso celebre Bardot. I denti separati e il viso da bambola fecero il resto, rendendola per i francesi la 'petite sœur' naturale di Brigitte. Nel frattempo è diventata una delle attrici più rispettate del cinema d'autore. Nel 2025 ha girato il thriller I'll Forget Your Face di Yann Gonzalez e si prepara all'uscita della commedia T'as pas changé. Lontana dall'immagine di bambolina, ha costruito una carriera e superato l'etichetta di semplice icona di stile.  Il paragone divenne istituzionale nel 1999, quando Laetitia fu scelta dai sindaci francesi come modello per la Marianne, il simbolo della Repubblica Francese: un onore che era toccato proprio a Brigitte Bardot decenni prima. Casta rappresentava la carnalità mediterranea e la fierezza francese di B.B., diventando l'erede fisica più credibile agli occhi del pubblico generalista. Quello stesso anno fu sul palco di Sanremo con Fabio Fazio e il premio Nobel Renato Dulbecco, diventando famosissima anche in Italia (dove trovò l'amore e due figli con Stefano Accorsi). Anche lei negli anni ha puntato soprattutto sul cinema e sul teatro. Dopo Una storia nera uscito nel 2024, nel 2026 sarà in Bazaar, una commedia tinta di giallo in cui con il compagno sospetta che un vicino abbia ucciso la moglie.   Quando hai Mick Jagger come padre e Jerry Hall come madre, il Dna aiuta. Ma fu la campagna Rimmel London del 2009 a scatenare i media: si torna sempre agli incisivi, identici a quelli di B.B., che divennero il suo marchio di fabbrica. Seguono varie campagne che uniscono il broncio francese di Brigitte al rock'n'roll inglese. Oggi oltre a essere una modella, Jagger è co-proprietaria del brand Bleach London e nel 2025 è stata ambasciatrice della British Beauty Week.  L'America trovò la sua Bardot nei primi anni 2000. Registi come Sofia Coppola (Lost in Translation) e Woody Allen (Match Point) esaltarono una sensualità morbida e una voce roca che ricordavano potentemente la diva francese. Vanity Fair ed Esquire la incoronarono più volte "Sexiest Woman Alive" proprio per questo fascino retrò, che la distingueva nettamente dal canone delle attrici di quegli anni. Nel frattempo, tra gli Avengers e la voce di 'Her', ha compiuto l'evoluzione a creatrice: il 2025 segna il suo debutto alla regia con Eleanor the Great, presentato a Cannes.   Carine Roitfeld, direttrice di Vogue Paris, la lanciò a fine 2000 dedicandole un intero numero e definendola una moderna Bardot.  Dopo anni di copertine e campagne, si vede poco in giro. Vive a Hampstead, Londra, in una villa con il marito David Grievson. Lavora ancora in modo molto selettivo per progetti editoriali di alto profilo ma ha scelto di dedicarsi soprattutto alla famiglia.  Fu Karl Lagerfeld, sempre lui dopo Claudia Schiffer, a legittimare questo paragone apparentemente azzardato. Nel 2007, lo stilista dichiarò che Amy era "la nuova Brigitte", non per le curve, ma per lo stile: la celebre acconciatura "beehive" (l'alveare) e l'eye-liner pesantissimo erano una citazione diretta del look anni '60 di Bardot. Amy incarnava la Brigitte tragica, quella perseguitata dai paparazzi e insofferente alle regole. A 14 anni dalla morte, resta un'icona musicale e di stile. Il 2024 è stato l'anno delle polemiche postume legate al biopic Back to Black e allo sfruttamento della sua immagine. 
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