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Astronomia: scoperti nuovi indizi sulla storia della Via Lattea (2)

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(Adnkronos) – “In particolare, se confrontato con l’energia trasferita ai raggi gamma da una esplosione di supernova nella Via Lattea – argomenta Elisabetta Cavazzuti, responsabile del programma Fermi per l’Agenzia Spaziale Italiana- questo studio mostra come i venti dei nuclei galattici attivi, se adeguatamente sostenuti per alcuni milioni di anni, possono fornire l’energia a una grande frazione dei raggi cosmici dentro la galassia, fornendo un tassello in più allo studio di queste particelle”.

Ogni galassia ha un buco nero supermassiccio al suo centro. Alcuni sono quiescenti, altri, chiamati nuclei galattici attivi, sono attivi, il che significa che attirano e “ingoiano” la materia circostante attraverso un processo chiamato accrescimento. Gli Ufo-Ultra Fast Outflows o espulsioni ultra veloci sono uno dei prodotti dell’attività dei buchi neri e nel loro moto di propagazione attraverso le galassie ospiti inibiscono gradualmente la formazione di nuove stelle.

“Poiché i raggi gamma sono prodotti da raggi cosmici accelerati nell’onda d’urto generata dal vento in espansione – spiega Sara Cutini, ricercatrice Infn della Sezione di Perugia – le osservazioni di Fermi indicano che gli Ufo presenti nella nostra galassia accelerano particelle cariche fino alle energie elevatissime del Peta-electronvolt, alle quali si collocava tradizionalmente la transizione spettrale dovuta a sorgenti di raggi cosmici collocate fuori della nostra galassia”.

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