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**Arte: studio, fu Edvard Munch a scrivere il graffito ‘folle’ sul dipinto ‘L’urlo’** (2)

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(Adnkronos) – I critici d’arte si sono, infatti, a lungo interrogati sul fatto se il graffito fosse un atto di vandalismo compiuto da uno spettatore indignato oppure scritto dallo stesso Munch noto per aver avuto problemi di salute mentale per tutta la vita. Il Museo Nazionale della Norvegia è giunto alla conclusione che “le parole sono state scritte proprio da Munch” dopo aver utilizzato la tecnologia più sofisticate per analizzare la grafia e confrontarla con i suoi diari e lettere.

Munch, secondo i suoi diari, è rimase profondamente ferito dalla reazioni suscitate da “L’urlo” e si ritiene ora che sia tornato sul dipinto per aggiungere la sua dichiarazione a matita in seguito. Sia il padre che la sorella di Munch soffrirono di attacchi di depressione e Munch fu ricoverato in ospedale dopo un esaurimento nervoso nel 1908. Sua madre e sua sorella maggiore morirono entrambe prima che l’artista compisse 14 anni, suo padre morì 12 anni dopo e un’altra sorella fu ricoverata in manicomio, con disturbo bipolare.

“Per tutto il tempo che posso ricordare ho sofferto di una profonda sensazione di ansia che ho cercato di esprimere nella mia arte”, ha scritto Munch. “Senza questa ansia e malattia sarei stato come una nave senza timone”.

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