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Altroconsumo: calano introiti per 1 famiglia su 2, aumentano disuguaglianze

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Roma, 15 apr. (Adnkronos) – Casa, salute, alimentazione, mobilità, cultura e tempo libero e istruzione, sono queste le principali aree di spesa delle famiglie italiane e sono proprio le più fondamentali – ovvero salute e abitazione – quelle in cui ci sono maggiori difficoltà. E’ quanto emerge dall’indagine annuale ‘Termometro Altroconsumo’, che l’Organizzazione per la tutela dei consumatori realizza al fine di ricavare un indice che esprima la capacità delle famiglie italiane di sostenere le spese principali nell’anno precedente. Dall’indagine 2020 emerge una certa stabilità dell’indice, che passa da 48,3 a 48,9, rispetto al 2019, ma anche una forte polarizzazione: aumentano, infatti, sia le famiglie che non hanno avuto difficoltà economiche sia quelle che hanno riscontrato gravi problemi.

I risultati dell’indagine mostrano un aumento sia fra le famiglie che hanno riscontrato gravi problematiche (aumentate di due punti percentuali, dal 5% al 7%), ovvero che dichiarano difficoltà per tutte le categorie di spesa, che fra quelle che non ne hanno avute, passate dal 28% al 34%. Questa situazione è stata principalmente causata dall’avvento dell’emergenza sanitaria. Le restrizioni imposte per contenere il contagio hanno portato ad una riduzione forzata di una serie di attività e relativi costi, consentendo alle famiglie una maggiore facilità nel sostenere le restanti spese e nel risparmiare.

D’altro canto la metà dei nuclei (49%) ha subìto, invece, un calo degli introiti a causa della pandemia: per inattività temporanea (51%), diminuzione dei guadagni (37%), chiusura temporanea della propria attività (17%). Si è generata quindi una forte polarizzazione tra le famiglie che hanno mantenuto gli stessi guadagni dell’anno precedente (1 su 2) – il cui indice risulta pari a 54,4 – e quelle che hanno perso più del 25% delle entrate rispetto al 2019 (circa 1 famiglia su 4). Per queste ultime la situazione risulta particolarmente critica e il valore dell’indice, pari a 39, lo dimostra.

Ma come hanno affrontato nello specifico le principali spese i cittadini dello Stivale? Circa il 40% dei rispondenti ha avuto difficoltà con le uscite per la casa e per la salute, dato in calo rispettivamente del 7% e del 2% confronto al 2019. Diminuiscono (-5%), inoltre, anche gli italiani con difficoltà legate all’ambito mobilità (36%), principalmente a causa dei limiti alla circolazione imposti per contenere la pandemia e il conseguente calo di spostamenti, viaggi e trasferte. Le spese per l’educazione sono state, invece, più complesse da sostenere rispetto all’anno scorso. Il 27% dei rispondenti (+3% vs 2019) ha avuto, infatti, problemi a causa verosimilmente degli investimenti tecnologici imposti dal sistema Dad.

Lo stile di vita e le possibilità di spesa cambiano in base a diversi fattori che caratterizzano le famiglie italiane. Facendo un confronto di tipo geografico, risulta esserci un progressivo aumento delle difficoltà economiche scendendo dal Nord al Sud. Se nel Nord Ovest il 39% delle famiglie non ha avuto difficoltà a sostenere le spese nel 2020, nel Meridione il dato scende fino ad arrivare al 28%. Non a caso, è proprio a Sud e nelle isole che si riscontra la maggiore percentuale di nuclei con gravi difficoltà economiche, pari al 10%. Paragonando i risultati relativi alle diverse tipologie di nuclei familiari, invece, si conferma che le famiglie che hanno avuto maggiori difficoltà ad affrontare le spese sono quelle numerose (l’indice passa da 56,2 per i single a 39,8 per le famiglie di 6-8 componenti) e quelle i cui membri hanno bassi livelli di istruzione (55,6 l’indice delle famiglie in cui entrambi i partner sono laureati, 44,8 quello di famiglie in cui nessuno dei due lo è).

Infine, sono stati messi a confronto i risultati italiani con quelli degli altri paesi coinvolti nell’indagine (Portogallo, Spagna e Belgio). Fatta eccezione per il Portogallo che ha un indice pari a 47,4, la capacità di affrontare le spese negli altri stati è sensibilmente superiore a quella degli italiani (Belgio 56,1; Spagna 52,5). Inoltre, rispetto al 2019, gli altri Paesi hanno registrato miglioramenti più evidenti: Belgio (+2,3), Portogallo (+2,8), Spagna (+3,8) contro il +0,6 del Bel Paese.

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