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Al via la mostra “Human Dog”, progetto di Coop Lombardia per fermare il randagismo

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Milano, 3 ott. (Adnkronos) – Apre al Castello Sforzesco di Milano una selezione delle fotografie che la ritrattista Silvia Amodio, nota a livello internazionale per la sua sensibilità verso tematiche sociali e ambientali, ha scattato lo scorso giugno, nell’ambito del progetto ‘Human Dog – Alimenta l’Amore’, alle persone accompagnate dal proprio animale d’affezione. Tutte le 130 fotografie realizzate sono inoltre raccolte in un catalogo, in vendita durante l’evento e al book shop del Castello Sforzesco. “Il legame tra i milanesi e i nostri amici a quattro zampe è sempre più profondo e radi cato e in questo periodo così complicato ci sono stati vicini, ci hanno confortato e sorretto con la loro compagnia e, infatti, anche le adozioni sono aumentate”, spiega Roberta Guaineri, assessore con delega alle Politiche per la tutela e difesa degli animali del Comune di Milano.

“Le persone hanno riscoperto il piacere e l’importanza di avere accanto un animale d’affezione. È quindi con grande piacere che, per il settimo anno, accogliamo e diamo il patrocinio del Comune di Milano a questo progetto. Un appuntamento che fa parte della campagna Alimenta l’Amore, che ha il grande merito di celebrare l’amore tra le persone e i nostri compagni di vita animali e, al contempo, dare un aiuto concreto per il benessere di quelli meno fortunati. Un’iniziativa virtuosa e di successo che, infatti, ha varcato i confini della nostra città ed è stata ripresa anche in tanti altri Comuni della regione”, spiega.

Ospite d’onore della manifestazione è Davide Acito, presidente di Apa, Action Project Animal, che riceverà una donazione di 40mila euro, frutto della vendita delle charity bag, realizzate sempre dall’autrice. Il contributo servirà per una campagna di sterilizzazione nel Sud Italia, dove il randagismo rappresenta un’emergenza sanitaria. Tra i progetti di Apa in ambito internazionale anche quello di contrastare il consumo di carne di cane e gatto nei paesi asiatici.

“Come si può rimanere indifferenti, di fronte a queste ‘tradizione’?”, si chiede Acito. “Per quel che mi riguarda nessun animale dovrebbe fare questa fine, ma tradire la fiducia di chi darebbe la vita per te e scodinzola guardandoti dritto negli occhi, nonostante tu sia il carnefice, trovo che sia aberrante. Nel 2016 sono partito per la Cina, proprio nel luogo dove si svolge, ogni anno, questa macabra mattanza che coinvolge in pochi giorni 10.000 animali”.

In questo modo, sottolinea, “è nata la prima Operazione Yulin, che ha messo in salvo quattrocento cani e sessanta gatti. Ho formalizzato il mio impegno con la creazione dell’associazione Apa e ho esteso le mie attività anche ad altri Paesi che consumano carne di cane e gatto, creando rifugi e facendo pressioni sui governi locali e presenziando al Parlamento europeo di Strasburgo. Ogni anno in Cina vengono macellati dieci milioni di animali, in Asia trenta milioni”.

“Alimenta l’Amore è solidarietà a 360 gradi. Oltre al cibo destinato agli animali in diffi coltà, raccolto nei nostri punti vendita, l’impegno si estende anche ad altre attività”, aggiunge Alfredo de Bellis, vice presidente Coop Lombardia. “Da anni, grazie alla collaborazione con intellettuali e artisti, prima fra tutti quella con Bruno Bozzetto, promuoviamo anche progetti culturali che hanno come focus una corretta relazione tra uomo e animali. Un tema, quello della natura, molto caro alla nostra cooperativa e particolarmente sentito dai nostri soci”.

In questi anni, racconta Silvia Amodio, “durante il consueto appuntamento fotografico al Castello Sforzesco di Milano, ho realizzato più di mille ritratti. Sebbene abbia sempre il timore, prima di ogni appuntamento, di non aggiungere nulla di nuovo al lavoro fatto, devo dire che ogni edizione è diversa dall’altra. Mi sorprende constatare che è proprio la ripetizione a essere un valore aggiunto anziché un limite. Il lavoro diventa una sorta di censimento zooantropologico. Essi sono lo spunto per raccontare la società e i suoi cambiamenti. Sono davvero molti scatti e quando mi capita di riguardarli, e riesco a mettere da parte il giudizio severo verso il mio lavoro, vedo tante storie d’amore, complicità, legami importanti e relazioni”.

Gli animali, continua Amodio, “hanno poteri straordinari, tra i tanti anche quello di unire le persone e dare un senso di famiglia. Eppure, nonostante gli animali siano così presenti nella storia personale di alcuni di noi e nella storia evolutiva di tutta l’umanità, sono spesso maltrattati, trascurati, non considerati e, quando va bene, semplicemente trasparenti. Ed è su questo che bisogna lavorare, dobbiamo aprire gli occhi e non sottovalutare l’opportunità del confronto con la natura e le sue risorse, non solo per un tornaconto personale, ma anche per tornaconto collettivo. La natura sta mostrando segni di insofferenza alla nostra trascuratezza, basti pensare ai cambiamenti climatici che sono un problema serio anzi, serissimo, e non si capisce come chi ha il dovere di occuparsene, faccia orecchie da mercante”.

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