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Ai, Butti: “Digital Omnibus tagliando necessario, Big tech pronte a collaborare”

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(Adnkronos) – L’Italia accoglie con “atteggiamento di attesa, ma senza preoccupazioni” la scelta della Commissione europea di presentare il digital omnibus e di avviare un tagliando complessivo sulla regolazione europea dell’intelligenza artificiale. A dirlo in un’intervista realizzata per la conferenza Adnkronos “Intelligenza umana, supporto artificiale”, è il sottosegretario all’Innovazione e trasformazione digitale Alessio Butti, che ricorda come Bruxelles avesse già condiviso con il governo italiano le intenzioni di rivedere scadenze e obblighi dell’AI act. “La commissaria Virkkunen è venuta da noi il 17 luglio, anticipando quello che oggi stiamo vedendo. L’Europa sta facendo un tagliando a tutto il lavoro realizzato sul digitale” osserva Butti. . Per il governo, la revisione europea non rappresenta un arretramento, ma una presa d’atto dell’accelerazione tecnologica in corso. “Siamo nel mezzo di un’evoluzione straordinaria. Noi stessi abbiamo licenziato una legge nazionale sull’intelligenza artificiale a settembre e sappiamo che dovremo aggiornarla tra pochi mesi” spiega il sottosegretario, sottolineando che il continuo adeguamento è parte naturale di un settore in rapido movimento . Butti invita anche a leggere il contesto globale: “Occorre considerare cosa sta accadendo con il blocco americano da una parte, quello cinese dall’altra, e con i nuovi attori emergenti come India e Brasile. È un mondo in enorme fermento” afferma, escludendo rischi di fratture tra Europa e Big Tech. Anzi, il sottosegretario rivendica un risultato politico significativo: “Il due agosto sono stati firmati i decreti attuativi dell’AI act a Bruxelles. A sorpresa – ma non troppo, perché avevamo lavorato a fondo – tutte le big tech americane, eccetto Meta, hanno firmato. Questo significa che apprezzano lo sforzo regolatorio dell’Unione europea”. L’Italia si candida a diventare uno dei nuovi hub globali per il quantum computing, grazie a una strategia nazionale riconosciuta “a livello mondiale” e alla nascita della Q-Alliance annunciata a Cernobbio durante Comolake. “Abbiamo pubblicato la strategia sul quantum qualche mese fa, e da quel momento siamo diventati oggetto di interesse da parte dei più grandi produttori mondiali di calcolo computazionale: IonQ e D-Wave” spiega Butti. Il governo ha favorito un accordo tra i due colossi, firmato a Cernobbio, che segue precise condizioni italiane: tecnologie aperte per formare ricercatori, assunzione di centinaia di scienziati nel nostro Paese, forte coinvolgimento del sistema universitario e apertura di una sede a Roma. “IonQ sta già lavorando per aprire un ufficio nella capitale, un segnale di grande attenzione verso l’Italia” sottolinea il sottosegretario. L’intersezione tra intelligenza artificiale e quantum computing, per Butti, rappresenta un “loop straordinario” che può trasformare ricerca, industria e sanità. “Se mettiamo insieme l’AI – l’idea – e il quantum – il muscolo – capiamo la portata di ciò che sta nascendo” afferma. L’Italia, inoltre, parte da basi molto solide: “Senza matematica il quantum non esiste. E metà dei migliori matematici europei che lavorano su queste tecnologie sono italiani. È un’occasione che non possiamo perdere” evidenzia Butti, ricordando anche che “il quantum costa meno dell’intelligenza artificiale” e il Paese ha margini enormi per un posizionamento competitivo nella futura economia quantistica. Accessibilità, semplificazione e identità digitale unica: sono questi i pilastri della strategia italiana per il 2026 delineati dal sottosegretario all’Innovazione e trasformazione digitale. L’obiettivo è trasformare radicalmente il rapporto tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione, passando da un modello fondato sui documenti a uno basato sugli “eventi della vita”, come la nascita o il pensionamento. “Stiamo cambiando l’unità di misura” afferma Butti all’Adnkronos. Il sottosegretario rivendica i progressi già riconosciuti dalla Commissione europea: “I primi risultati ci vedono ampiamente promossi”. Tra le priorità, l’estensione della piattaforma digitale nazionale dati e la piena integrazione con l’anagrafe nazionale, così da creare automatismi e ridurre la burocrazia. “Quando nasce un bambino, il genitore inserisce solo le credenziali: il sistema indica bonus, congedi, vaccini, scelta del pediatra. È lo Stato agente che facilita la vita dei cittadini” spiega Butti, illustrando l’approccio-evento che guiderà la trasformazione digitale dei prossimi anni Un capitolo centrale è quello dell’identità digitale. Butti ricorda l’impegno a unificare SPID e Carta nazionale dei servizi in un solo strumento, la carta d’identità elettronica: “In uno Stato serio l’identità digitale è unica, ed è riconosciuta come sicura anche a livello europeo”. Accanto a questo, proseguirà l’evoluzione dell’App IO, dei pagamenti digitali con PagoPa e soprattutto del wallet europeo, per cui l’Italia è Paese capofila. “L’Europa ci ha chiesto di guidare la trasformazione del wallet, che permetterà di portare con sé, in modo protetto, tutti i documenti digitali. Non sarà obbligatorio: la transizione richiede tempo” precisa il sottosegretario, indicando nella semplificazione la linea guida del 2026. 
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