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Un’isola interamente alimentata dall’energia solare

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Grazie a Tesla e SolarCity, l’isola di Ta’u è diventata rinnovabile e non dipende più dai generatori diesel per l’energia elettrica

Ora che la fusione tra Tesla e SolarCity è definitivamente chiusa, le due compagnie possono iniziare a festeggiare i successi ottenuti grazie alla loro collaborazione, come il completamento del progetto di energia solare sull’isola samoana di Ta’u, in Oceania (American Samoa) – annunciato da Tesla con un tweet corredato di video descrittivo degli impianti e dell’isola.

Il sistema microgrid che è stato pensato e realizzato per Ta’u è un sistema energetico con fonti distribuite, in questo caso solare e batteria, ed è alimentato da pannelli solari per 1.4 MW, accoppiati con un sistema di accumulo di energia da 6 MWh – composto da 60 Tesla Powerpacks che si presume possano continuare ad alimentare la città per tre giorni anche se in assenza di un sole intenso.

In origine, l’isola di Ta’u dipendeva dai generatori diesel per l’energia elettrica, con un consumo medio di più di 100.000 galloni (quasi 380.000 litri) di carburante ogni anno, necessari per fornire energia elettrica ai quasi 600 residenti. Un business che faceva sì che l’acquisto di diesel mangiasse la maggior parte del bilancio dell’isola.
Con questo sistema, l’isola si aspetta di risparmiare molto sui costi energetici nei prossimi anni.

Il progetto è un esempio di come le comunità remote possono beneficiare dei sistemi microgrid, supportando anche la causa delle fonti energetiche più pulite. L’utilizzo delle energie rinnovabili è sicuramente la strada da percorrere e, per fortuna, il mondo non manca di progetti che le promuovono. Questa è l’ennesima occasione per poter sottolineare che l’energia rinnovabile è certamente la via per assicurare al nostro pianeta un futuro sostenibile.

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