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Un hotel sostenibile per produrre energia e fermare la diffusione del deserto del Gobi

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Una costruzione che sfrutta il vento, il sole e la sabbia e agisce come un deposito di sementi sotterraneo

 

Il progetto di hotel dell’architetto Margot Krasojevic si muove sull’onda di una lunga ricerca sulla desertificazione e le tempeste di sabbia, argomento che ha spinto progettisti e scienziati di tutto il mondo a cercare una soluzione sostenibile.

Uno dei maggiori problemi del Gobi è proprio il ritmo accelerato con cui le sabbie del deserto espandono: 3.600 km2 di prateria vengono eliminati ogni anno dalle tempeste di sabbia che fanno avanzare sempre di più il deserto. Le cause principali che hanno portato a questa espansione sono la deforestazione, lo sfruttamento eccessivo dei pascoli, l’esaurimento delle risorse idriche e i forti venti provenienti da ovest. Uno dei piani più recenti per il contenimento del problema è la Grande Muraglia Verde cinese, un muro di alberi pensato per aiutare la stabilizzazione del terreno, trattenere l’umidità e fungere da cuscinetto contro la desertificazione.

La costruzione di Margot Krasojevic, invece, per perseguire lo scopo di fermare la diffusione del deserto del Gobi, si comporta come un deposito di sementi sotterraneo che, grazie al cluster di rotazione delle celle fotovoltaiche (i pannelli sono disposti in un modello rotante) combinato con le turbine di sabbia integrate all’interno di una torre che disperde i semi nell’ambiente, crea piantagioni, genera energia pulita da fonte eolica e sfrutta le capacità della sabbia per il mantenimento delle temperature ottimali, l’isolamento e l’accumulo di energia.

L’avveniristica struttura, che potrebbe anche fornire alloggi di edilizia abitativa, è dotata inoltre di pannelli in vetro con filtri olografici che riflettono la luce per aiutare la germinazione e la protezione delle piante contro le condizioni ambientali difficili.

Nella pratica, si tratta di una sorta di una serra rovesciata che può produrre sia energia che cibo.

EC

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