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Obama vs Romney: la sfida è anche energetica

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Obama e Romney si sfidano anche nel campo delle energie: il primo e’ favorevole allo sviluppo delle rinnovabili, il secondo punta ai combustibili fossili

La sfida tra Obama e Romney è anche una sfida tra rinnovabili e combustibili fossili. Il 6 novembre si terranno negli Usa le elezioni Presidenziali, che vedranno sfidarsi il presidente uscente Barack Obama (democratico) e Mitt Romney (repubblicano). I due futuri e possibili Presidenti degli Stati Uniti, infatti, hanno idee completamente diverse in tema di energia e ambiente. Mentre Obama è favorevole allo sviluppo delle energie rinnovabili, Romney ha dichiarato esplicitamente che lui avrebbe ‘combattuto per il petrolio, il carbone e il gas naturale’.

Che Obama punti alle fonti rinnovabili, diminuendo così la dipendenza dal petrolio, lo ha dimostrato nei quattro anni di Presidenza appena passati: in 4 anni di amministrazione, negli Usa, si è passati da 26 a 60 GW, con un aumento di 35 GW (+130%.). A fine 2012, se i piani approvati avranno seguito, si dovrebbero raggiungere 53 GW di eolico e quasi 8 GW di fotovoltaico.

La più grande differenza tra Obama e Romney in materia di energia è la loro posizione sulle rinnovabili. I repubblicani hanno fatto marcia indietro sulle fonti rinnovabili  e si oppongono agli incentivi federali per l’energia eolica, molto più bassi di quelli europei o cinesi. Obama punta, invece, allo sviluppo delle rinnovabili, ai nuovi posti di lavoro che queste possono creare e alla ripresa economica che può derivare dall’energia pulita e dalla green economy.

Sia Obama che Romney, comunque, credono ancora al bisogno di approvvigionamento dell’energia dalle centrali nucleari, dal gas naturale estratto nel Paese, e dalle trivellazioni petrolifere, anche all’interno delle aree protette.

(gc) 

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