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Dalla riqualificazione energetica 600 mila nuovi posti di lavoro

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La riqualificazione energetica delle nostre case potrebbe portare sicurezza, salute, risparmio sulle bollette, benefici all’ambiente e 600 mila nuovi posti di lavoro, per i prossimi 10 anni

La riqualificazione energetica non porterà solo risparmi sulle bollette e benefici per l’ambiente, ma anche tanti e nuovi posti di lavoro. Il mercato potenziale delle riqualificazioni energetiche e della messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati esistenti in Italia, infatti, potrebbe creare almeno 600 mila nuovi posti di lavoro per i prossimi 10 anni, fino ad arrivare a circa 1 milione di posti di lavoro, se si considera tutto l’indotto della filiera delle costruzioni. Ad affermarlo è il primo Rapporto dell’osservatorio congiunto di Fillea Cgil e Legambiente sull’innovazione e la sostenibilità nel settore edilizio.

La riqualificazione energetica riguarderebbe la maggior parte dei nostri edifici e delle nostri comuni. Secondo l’indagine, sono oltre 2 milioni le abitazioni nel nostro Paese che risultano vuote; 6 milioni di italiani vivono in zone ad alto rischio idrogeologico e 3 milioni di persone abitano in zone ad alto rischio sismico. Non solo: la grande maggioranza degli italiani vive in massima parte in case costruite male, nelle quali fa freddo d’inverno e caldo d’estate malgrado la spesa energetica delle famiglie sia cresciuta del 52% in 10 anni. Solo la riqualificazione energetica, quindi l’ammodernamento dell’edilizia esistente, ci permetterà di vivere in case più sicure, diminuendo le spese.

La riqualificazione energetica sembra quindi essere un passo dovuto, per la nostra salute, per il nostro portafoglio personale e per la situazione in cui versa l’Italia. Se la riqualificazione energetica crea nuovi posti di lavoro essa si configura come una delle soluzioni per uscire dalla crisi.

Natale Accetta

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