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Il fotovoltaico diventa galleggiante e non sottrae campi all’agricoltura

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Gli impianti fotovoltaici si rinnovano e trovano nuove collocazioni. È possibile installare un impianto anche in mare, nei laghi o sugli specchi d’acqua destinati all’irrigazione della terra. Scopriamo i vantaggi, anche per l’agricoltura

Gli impianti fotovoltaici sono spesso oggetto di protesta, sottraggono campi alla coltivazione e sono antiestetici, soprattutto quando sorgono vicino ad aree archeologiche o parchi di interesse nazionale e internazionale. Le soluzioni potrebbero essere l’agrovoltaico, di cui abbiamo già parlato, e il fotovoltaico galleggiante.

Cos’è il fotovoltaico galleggiante? È un impianto fotovoltaico che può essere posto sugli specchi d’acqua destinati a irrigare i campi, nei bacini, nei laghi e in mare. L’impianto quindi utilizza l’acqua come superficie di appoggio, risolvendo il problema della collocazione.

Il primo esempio italiano, che per ampiezza è il più grande in Europa, è stato inaugurato a Bubano,vicino Imola. L’impianto è composto da una piattaforma galleggiante di oltre 200mt e larga 60mt ricoperta di pannelli fotovoltaici per 600mila kwt/ora all’anno che serviranno a soddisfare i bisogni di 240 famiglie.

Il fotovoltaico galleggiante ha più vantaggi del tradizionale. Uno, lo ripetiamo, è quello della collocazione: niente più campi sottratti all’agricoltura. Gli altri vantaggi sono conseguenti, ma non meno importanti: in inverno, grazie all’acqua sottostante non si ghiacciano, essendo una novità ancora inesplorata gli impianti fotovoltaici galleggianti ottengono più incentivi e, vista la disposizione, sarà difficile rubarli!

Una curiosità: i materiali per le basi sono tutti prodotti da aziende italiane.

 

(GC)

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