Eolico, a rischio anche gli incentivi in Campania

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Si teme per gli incentivi sulle rinnovabili. Anev teme la proroga della Legge Regionale della Campania 11/11, che potrebbe paralizzare anche il settore dell’energia eolica

L’Anev attende con favore la data del 29 febbraio, giorno in cui cesserà di produrre i suoi effetti la Legge Regionale della Campania 11/11, che di fatto toglie allo Stato il potere di “unico legislatore” nel settore della tutela dell’ambiente e dell’energia.

Se difatti il Decreto Legislativo 28/11 consente alle Regioni di porre limitazioni e divieti per l’installazione di specifiche tipologia di impianti, dall’altro limita la casistica di tali interventi, ed in ogni caso non autorizza interventi legislativi regionali che come nel caso di specie, generalizza limitazioni e divieti senza alcuna contestualizzazione e senza un’apposita istruttoria.

Va da sé che in un contesto normativo siffatto, ed in assenza di valutazione “caso per caso” si arriva fatalmente a determinare un’elevata probabilità di esito negativo delle valutazioni in sede ambientale.

Notevole infatti, è stato l’impatto che il sovrapporsi di norme analoghe a quelle della Legge Regionale 11/11 hanno avuto sull’iter autorizzativo avviato dagli imprenditori dell’eolico in Campania. Di fatti alla data odierna sono ben 163, su un totale di 191 le istanze presentate di autorizzazione unica, di impianti eolici, sospese in attesa del Decreto di Valutazione di Impatto Ambientale. Da qui l’attesa degli operatori del settore della data del 29 febbraio che la Legge Finanziaria della Campania ha fissato per la decadenza della L.R. 11 /11 che paralizza il settore dell’eolico.

Tuttavia, l’Anev così come tutti gli altri operatori del settore, teme possibili colpi di coda, se non addirittura l’ipotesi di una proroga di tale norma. Proroga che determinerebbe incertezze e ritardi, e che di certo non aiuterebbe il riposizionamento della reputazione legislativa della Regione Campania, che da una parte riconosce l’errore e dispone l’abrogazione della norma (tra l’altro impugnata dall’Esecutivo dinnanzi alla Corte Costituzionale, udienza fissata per il prossimo 15 marzo), e dall’altra potrebbe prolungarne gli effetti e con loro anche la totale paralisi del settore delle rinnovabili, con i connessi investimenti e le possibilità  di sviluppo economico dei territori oltre che della Regione stessa.

(com)

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