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Speciale biomasse legnose. Gli incentivi sui termocamini

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Eco-bonus del 55% per una casa piu’ efficiente e agevolazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie: queste le detrazioni fiscali per chi decide di installare un termocamino a biomassa

Sono tanti i motivi per cui si può optare per la scelta di un termocamino a biomassa. Non solo per essere più autosufficienti risparmiando sulla “voce di spesa” dei consumi energetici, ma anche perché l’installazione di questo tipo di apparecchi viene agevolata economicamente dallo Stato attraverso 2 misure specifiche:

 

1. L’eco-bonus del 55% per chi dimostra l’aumento delle prestazioni e un risparmio del 20 % dei consumi energetici in edilizia

2. L’agevolazione “sorella” del 36% per le ristrutturazioni di case ed abitazioni (ora salito al 50% dopo l’entrata in vigore del Decreto Sviluppo del Ministro Passera).

Queste 2 agevolazioni, per legge, non sono ovviamente cumulabili, (ossia non è possibile sfruttarle insieme per la stessa tipologia di intervento) ma entrambe offrono l’opportunità di scegliere diverse “soluzioni applicative”.

Facciamo un esempio per meglio specificare come funzionano gli incentivi sui termocamini a biomassa. L’eco-bonus del 55% si può richiedere attraverso la sostituzione di un qualunque tradizionale generatore di calore (termosifone, caminetto, stufa) con un termocamino ad alta efficienza (cioé conforme sia alla classe 3 della norma EN 303-5 e adeguato sia ai limiti di emissione – dgls 3 aprile 2006, n.152, che ai limiti di trasmittanza dell’intero edificio – decreto Bersani 11 marzo 2008). Una volta effettuata l’“eco-sostituzione” (dove viene dimostrato un risparmio energetico dell’intero edificio non inferiore al 20%), “scatta” uno sconto dell’IRPEF pari al 55% delle spese sostenute per interventi di questo tipo, valido (per ora) fino al 30 giugno 2013.Talesomma (il cui tetto massimo di spesa detraibile è, a partire dal 26 giugno 2012, di circa 55.000 euro per la climatizzazione invernale) deve quindi venire indicata nella propria dichiarazione dei redditi a partire dall’anno successivo all’intervento sostenuto, ed è detraibile (con rate di uguale importo) in 10 anni per tutti i contribuenti.

Con il secondo incentivo sui termocamini a biomassa, invece, (anche questa in vigore fino al 30 giugno 2013), si possono ottenere degli sgravi fiscali che richiedano parametri “meno stringenti” (ma con un 5% in meno rispetto all’Eco-bonus) per effettuare interventi classici di ristrutturazione edilizia. Nel caso specifico del termocamino, l’impianto potrà andare in sostituzione di uno scaldabagno (intervento introdotto recentemente dal decreto “Salva Italia”) o essere semplicemente installato in casa, ma dovrà avere comunque un rendimento termico non inferiore al 70%. Anche in questo caso si tratta di uno “sconto” dell’IRPEF pari al 50% delle spese sostenute per interventi di questo tipo (il cui tetto massimo di spesa detraibile è, dal 26 giugno 2012, di 60.000 euro per la climatizzazione invernale). Tale somma deve sempre venire indicata nella propria dichiarazione dei redditi a partire dall’anno successivo all’intervento sostenuto, ed è detraibile (con rate di uguale importo) rispettivamente in: 10 anni per tutti i contribuenti con meno di 75 anni di età; 5 anni per i contribuenti con meno di 80 anni; 3 anni per i contribuenti con più di 80 anni. Questa detrazione quindi, è l’unica a favorire gli anziani, che possono così recuperare le spese di ristrutturazione in tempi più brevi.

(ml)

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