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Vaschette di allumino, il cibo può esserne contaminato?

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Uno studio condotto dal BfR ha evidenziato migrazioni di parti dell’imballaggio negli alimenti

Il BfR ,l’istituto tedesco di valutazione del rischio, ha analizzato il “comportamento” delle vaschette di alluminio nelle diverse fasi di cottura, conservazione e consumo. Lo studio ha così riscontrato un livello di alluminio superiore a 5 mg/kg in tutti i cibi acidi. La migrazione di questo metallo negli alimenti è direttamente proporzionale al tempo in cui il cibo viene riscaldato e resta a temperature elevate prima di essere servito a tavola.

Benché il valore non rappresenti un limite imposto dalla legge – l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha definito tollerabile il consumo settimanale attraverso il cibo di 1 milligrammo di alluminio per chilogrammo di peso corporeo, un valore probabilmente superato da una parte consistente della popolazione – è opportuno tenerne conto “visto che la popolazione è già esposta ad alluminio proveniente da altre fonti (alimenti, cosmetici e farmaci per esempio), ogni ulteriore fonte dovrebbe essere evitata – sostiene l’istituto tedesco – soprattutto nei gruppi di consumatori particolarmente sensibili, come anziani e bambini quando mangiano quotidianamente pasti somministrati in vaschette di alluminio.”

Nonostante gli effetti sul sistema nervoso, sulla fertilità, sulla vita del nascituro e sullo sviluppo delle ossa siano noti da molti anni i materiali di consumo in alluminio sono sempre più comuni. Esso ha la tendenza ad accumularsi nel cervello e nelle ossa. In condizioni normali è molto meno tossico del mercurio, arsenico, piombo o cadmio, ma è molto più comune nel nostro ambiente, e sembra anche essere più persistente rispetto alla maggior parte degli altri veleni metallici.

Noto fin dal tempo degli antichi Greci, l’alluminio è sempre più presente nella nostra alimentazione, dalle caramelle colorate, agli agenti lievitanti, all’aspirina tamponata. Utilizzato come comune additivo alimentare, si trova anche nel formaggio fuso, sale da cucina, sottaceti, farina bianca, preparati per pasta, miscele di torte, panna non casearia, vaniglia in polvere, ciambelle e cialde ed alcuni tipi di latte per neonati.

Se ingerito con il cibo la tossicità acuta è bassa, ma i rischi per la salute derivanti dall’assunzione cronica non sono stati ancora adeguatamente studiati. Anche per questa ragione Il BfR, pone l’attenzione sulla necessità di ulteriori indagini per inquadrare meglio il problema.

Fino ad allora la cautela e il rispetto delle condizioni d’uso previste per legge per un impiego sicuro dell’alluminio (sia in fogli che in vaschette) sono d’obbligo:
• Utilizzare a qualunque condizione di temperatura, purché il contatto con l’alimento sia inferiore alle 24 ore;
• Se il contatto con l’alimento supera le 24 ore (condizione di conservazione), l’alluminio può essere usato solo a temperature refrigerate;
• A temperatura ambiente può essere utilizzato solo per conservare alimenti a basso potere estrattivo (come caffè, spezie ed erbe, zucchero, cereali, paste alimentari non fresche, prodotti della panetteria, legumi e frutta secca, ortaggi essiccati).
• Mai mettere l’alluminio a contatto con alimenti acidi o troppo salati, l’ acidità ed l’eccesso di sale favoriscono la migrazione del metallo nell’alimento.

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