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I costi nascosti dietro a un cheeseburger

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Un cheeseburger costa in realtà molto di più di quello che paghiamo alla cassa del fast food: scopriamo perché

Quanto costa un Cheesburger? Relativamente al prezzo, abbastanza poco. Ma per l’ambiente ha un costo? E per la nostra salute? Cerchiamo di capire i numeri nascosti dietro a un panino consumato in fretta in una grande catena di fast food. E ricordiamo che solo negli Stati Uniti gli hamburger di ogni tipo consumati in un anno sono sedici miliardi. 

Secondo il New York Times, il ‘vero’ prezzo è 4.5 dollari, quindi molto di più di quello che pagheremmo alla cassa: dai 68 centesimi a 2,29 dollari di maggiorazione.

Cosa comprende questo ipotetico costo maggiorato? Viene preso ad esempio in considerazione l’impatto sulle emissioni di Co2 (53 cent a panino) e l’impatto sulla salute dei consumatori, soprattutto per il rischio obesità, che pesa per 48 cent ogni cheeseburger che mangiamo.

Quindi si tratta di calcolare non solo i costi ‘vivi’ del prodotto (quelli che paghiamo alla cassa), ma anche i costi ‘esterni’, cioè le esternalità negative.

L’articolo calcola solo i fattori che possono essere in qualche maniera quantificati; molti altri aspetti sono lasciati fuori: ad esempio l’impatto sul livello di nitrati nelle falde acquifere, dato che vengono utilizzati fertilizzanti chimici per crescere il mais che nutrirà le mucche, o i buoni spesa per aiutare i dipendenti dei fast food che spesso hanno un reddito sotto la media.

Il problema in realtà va ben al di là del cheeseburger, è l’intero sistema alimentare che offre prodotti a prima vista economici ma a lungo andare molto più costosi: la nostra salute e l’ambiente un giorno potrebbero chiederci il conto.

a,po

Cheeseburger, esternalità negative, fast food, New York Times

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