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dimissioni giovani

Lavoro: dimissioni volontarie di giovani alla ricerca di un posto migliore

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dimissioni giovani

Di età compresa tra i 26 e 35 anni, del Nord Italia, questo l’identikit

Da un’indagine Aidp (Associazione per la Direzione del Personale) su un campione di circa 600 aziende emerge un fenomeno apparentemente in contro tendenza con la situazione socio-economica del nostro Paese.

Apparentemente, dicevamo, perché, in effetti, gli ultimi anni hanno, invece, forse dato un nuovo valore ai termini vita e lavoro.

Ecco allora che, in Italia, tra i giovani in fascia 26-35 anni nasce il fenomeno delle dimissioni volontarie (Great Resignation) in risposta al bisogno, oltre che di condizioni economiche più favorevoli, di un maggior equilibrio tra la vita privata e quella lavorativa.

La fascia d’età maggiormente coinvolta (26-35 anni) rappresentano il 70% del campione, seguita dalla fascia 36-45 anni.

Si tratta di un vero e proprio boom soprattutto considerando che per il 59% delle aziende il fenomeno è stato superiore, rispetto al passato, di almeno il 15% e per il 32% delle imprese addirittura superiore del 30%. Un fenomeno, quindi, principalmente giovanile, collocato soprattutto nelle mansioni impiegatizie (l’82%) e residenti nelle regioni del nord Italia, (il 79%).

Le principali ragioni di questa impennata di dimissioni volontarie sono, in ordine di priorità:

  • La ripresa del mercato del lavoro

  • la ricerca di condizioni economiche più favorevoli

  • l’aspirazione ad un maggior equilibrio tra vita privata e lavorativa

  • la ricerca di maggiori opportunità di carriera

  • la ricerca di un nuovo senso di vita

  • ma anche un clima di lavoro negativo interno all’azienda

Per il 57% dei direttori del personale il fenomeno rappresenta una chiara dimostrazione di quanto stiano cambiando percezione e priorità delle persone in relazione al lavoro, mentre per il 30% di quanto sia cambiato il mercato del lavoro.

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