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Ecoinvenzioni: le cuffiette che non isolano il ciclista

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Le cuffie a conduzione ossea Safe+Sound non isolano il ciclista dai rumori esterni della strada e rappresentano l’ultima novità nel campo della mobilità sicura in bicicletta

 

Le cuffie che non isolano il ciclista dai rumori esterni della strada, rappresentano l’ultima novità nel campo della mobilità sicura in bicicletta: un’ecoinvenzione, perchè ci porterà a preferire la bici, mezzo green, aumentando la sicurezza, ma anche il piacere di pedalare. Si tratta, in pratica, di speciali cuffiette a conduzione ossea che consentono al ciclista di andare in bici ascoltando musica ma senza compromettere la sua sicurezza in strada.

Le nuove cuffie a conduzione ossea per ciclisti, battezzate col nome di ‘Safe+Sound’ e create dalla giovane designer inglese Gemma Roper, hanno un meccanismo di funzionamento piuttosto semplice: una volta attaccate alle cinghie del casco, gli innovativi auricolari trasmettono le vibrazioni delle onde sonore direttamente all’interno dell’orecchio attraverso le ossa del cranio, lasciando così il timpano libero di sentire i rumori esterni. Sarà possibile, ad esempio, utilizzare le cuffie collegate ad un cellulare mentre si ascolta musica o si utilizza il navigatore muovendosi tranquillamente in città con le ‘orecchie libere’.

Il suono delle cuffie a conduzione ossea infatti, consente di trasmettere il suono all’orecchio interno attraverso le ossa del cranio grazie ad un particolare trasduttore elettromeccanico (auricolare), da posizionare sulla tempia e sulla guancia dell’utente, in modo da convertire le vibrazioni meccaniche in segnali elettrici da inviare al cervello. Tutto questo, ovviamente, è possibile grazie alla forma caratteristica del padiglione auricolare umano: l’orecchio agisce da trasduttore nel trasformare l’energia acustica, prima in energia meccanica e successivamente in energia elettrica. Una volta che tale l’energia è stata convertita dalla forma meccanica a quella elettrica dall’orecchio, gli impulsi elettrici arrivano al cervello attraverso delle terminazioni nervose. Qui vengono elaborati permettendo la percezione del suono e, infine, l’ascolto della musica. L’apparato uditivo è composto da tre sezioni: l’orecchio esterno, l’orecchio medio e l’orecchio interno.

Il suono a conduzione ossea passa attraverso l’apparato dell’orecchio medio, dove il condotto uditivo termina su una membrana, il timpano, che vibra in accordo con il suono che ha raggiunto l’orecchio. Dalla parte opposta del timpano sono collegati tre ossicini chiamati: martello, incudine e staffa. Questi hanno la funzione di amplificare la vibrazione del timpano e ritrasmetterla alla coclea). Un’apertura all’interno dell’orecchio medio porta alla cosiddetta tuba di Eustachio che consiste in un canale che conduce verso la cavità orale. La sua funzione è quella di dare uno sfogo verso l’esterno in modo da equilibrare la pressione atmosferica ai due lati del timpano (ecco perché sott’acqua è possibile compensare la pressione esterna, che aumenta con la profondità, aumentando la pressione interna tappando il naso e soffiandoci dentro).

Il suono a conduzione ossea è uno dei motivi per cui la voce di una persona ha un suono diverso rispetto a quando è registrata e riprodotta da un dispositivo. Poiché il cranio trasmette basse frequenze meglio dell’aria, le persone percepiscono la propria voce più bassa e intensa di quanto facciano gli altri, quindi la registrazione della propria voce ha un suono più alto di quanto si è abituati a sentire.

Inutile indicare i molti vantaggi delle nuove cuffie ‘Safe+Sound’, la cui particolarità sta proprio nel fatto che sono state specificatamente progettate per i ciclisti, a differenza invece delle altre cuffiette a conduzione ossea già presenti sul mercato  che, avvolgendo interamente l’orecchio, sono difficili da posizionare sotto al caschetto di sicurezza.

 

Le nuove cuffie a conduzione ossea ‘Safe+Sound’, attualmente, sono soltanto un prototipo presentato in occasione dell’ultima mostra sui progetti di lavoro dei laureati del Royal College of Art di Londra. Le cuffiette infatti presentano ancora dei limiti per quanto riguarda la qualità del suono, ma la Roper è già al lavoro con un ingegnere audio per migliorarne i componenti e farle uscire al più presto sul mercato. Per maggiori informazioni è possibile consultare questo sito.

Matteo Ludovisi

 

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bici, cuffiette, mobilità

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