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Arriva l’aquilone eolico, addio torri e mulini

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Aquiloni simili a quelli utilizzati dagli appassionati di Kitesurf per sfruttare la potenza del vento a 1000 metri di quota. E’ questa la geniale intuizione di una start up tutta italiana, che potrebbe mandare in soffitta le torri per le turbine eoliche

Chiunque da bambino abbia giocato con un aquilone lo sa: più sale più bisogna tenerlo con forza. Questo perché, più in quota si sale, più velocità e forza acquista il vento. Lo sanno anche gli appassionati di kitesurf, sport acquatico che si fa con una “tavola” ed una sorta di ’aquilone’ in grado di compiere evoluzioni mozzafiato sulle onde. I kite (gli aquiloni) vengono concepiti e realizzati in modo da essere poco efficienti, diversamente sarebbero pericolosi, troppo potenti. Ed è proprio alle vele da kitesurf che si ispira una start up tutta italiana e avanguardistica che sta immaginando un possibile futuro per l’energia eolica, la Kitegen: addio mulini e torri, le turbine saranno mosse da aquiloni. A 80 metri di altitudine (l’altezza normale di una turbina) il vento spira, in media, nel mondo, a 4,6 metri al secondo, sotto i 4 metri al secondo le turbine normalmente vengono spente, perché diventano antieconomiche. A 800 metri di altitudine il vento soffia, in media a 7,2 metri al secondo. La velocità ottimale. “A mille metri di altezza – spiega Mario Milanese di Kitegen – l’energia che puoi ottenere è otto volte quella disponibile a livello del suolo”. La tecnologia brevettata dall’italiana Kitegen è in fondo semplice, anche se rivoluzionaria: in aria, a sottrarre energia dal vento a una altezza di 800 / 1.000 metri, i grandi aquiloni con profili alari di potenza, ali semirigide ad alta efficienza pilotate automaticamente. Al suolo, tutti i macchinari pesanti per la generazione di energia. Ad unire i due sistemi, cavi in materiale composito che trasmettono la trazione e contemporaneamente controllano direzione e angolo al vento. Il futuro, sembrano suggerire i progetti di Kitegen, è ad un soffio. (VG)

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