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Lazio: approvato il piano casa. Leggi i punti principali

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Rilancia il settore edile creando occupazione e promuove il recupero e il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente. Così il presidente della Regione Lazio ha commentato il nuovo piano casa, approvato nella tarda serata di mercoledì scorso dal Consiglio regionale. Ecco, in breve, cosa cambierà

Otto giorni di dibattito e grandi polemiche: il Consiglio della Regione Lazio ha dato via libera al Piano casa della regione Lazio, con 41 voti a favore e 22 voti contrari. “Uno strumento legislativo forte, che va incontro alle esigenze delle persone”, ha così commentato il governatore della Regione, Renata Polverini, contrariamente alle critiche di incostituzionalità dei contrari. Ma, querelle a parte, quali sono i punti principali del provvedimento? Per prima cosa, sarà possibile ampliare le abitazioni fino al 20%, per un massimo di 70 metri quadrati di superficie.

Aumenteranno, così, le cubature (misure e calcolo di volume) possibili fino ad un massimo del 30%, ma solo se si aggiungerà almeno 1 kilowatt di fotovoltaico. La norma sull’ampliamento è applicabile anche alle zone agricole, cosa che prima, con la legge precedente, non era possibile. Inoltre, la norma, sempre per quanto concerne il capitolo ampliamenti, non sarà più limitata alle abitazioni inferiori ai mille metri cubi. Procedure più snelle per i cambi di destinazione d’uso da edifici non residenziali a residenziali, con la possibilità di ampliamenti del 30% per immobili fino ad un massimo 15.000 metri quadrati complessivi, ad esclusione, però, delle zone agricole e delle zone industriali con superficie maggiore di 10 ettari (sarà possibile solo se gli edifici risultano essere dismessi almeno dal 2005). Nei casi di cambio di destinazione d’uso, il 30% della superficie, dell’edificio già eventualmente ampliato, deve essere per forza destinato all’housing sociale.

Per quanto riguarda i punti “demolizione” e “ricostruzione”, per il residenziale, il nuovo Piano casa laziale afferma la possibilità di aumentare fino al 35%, mentre per il non residenziale fino al 35%, solo se non si superano i 350 metri quadri. Le plurifamiliari superiori a 500 metri quadrati e in stato di degrado potranno essere ampliate fino al 60%, pur mantenendo il numero originale delle unità abitative. Per quanto concerne le delocalizzazioni – che servono a salvaguardare le aree di pregio o riqualificare porzioni di territorio degradate – si può ottenere un premio fino al 75% di cubatura, che sale al 150% se si delocalizza dalle zone costiere, sempre nel rispetto della legge Galasso (n° 431, 8 agosto 1985 – per la tutela dei beni naturalistici ed ambientali in Italia). Ultimo punto, il mutuo sociale: chi vive in una condizione di necessità potrà accedere a mutui al tasso dell’1% con rate non superiori al 20% del reddito del beneficiario.

Ai lettori la parola.

 

(Fla Do)

 

 


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