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Svezzamento: tutto quello che serve sapere

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Quali sono le regole per svezzare il nostro bambino in tutta serenità?  


Lo svezzamento del nostro bambino è uno degli argomenti che ci fa stare più in ansia, in quanto non siamo mai certi né del momento in cui iniziare, né di che cosa cominciare ad introdurre al bambino in alternativa al latte materno. Seguendo le Linee Guida del Ministero della Salute, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in merito.

Innanzitutto lo svezzamento o divezzamento è quel periodo della vita di un neonato in cui, in alternativa o meglio in aggiunta al latte materno, vengono introdotti nell’alimentazione cibi solidi o semi-solidi (minestrine, pappe, frutta e vegetali, biscotti, etc.). C’è però da puntualizzare che iniziare a svezzare il bambino non vuol dire non allattarlo più, anzi, la comunità scientifica unanime consiglia di continuare ad allattare il proprio figlio, se possibile, fino anche ai 2 anni e mezzo di vita. Questo perché l’allattamento al seno è uno strumento molto importante dal punto di vista psicologico e che consente di far acquisire al bambino sicurezza ed autostima.

Ma qual’è il periodo migliore per iniziare lo svezzamento? Anche qui la comunità scientifica è d’accordo sul dire che bisogna cominciare a svezzare il bambino non prima delle 17 settimane di vita e non oltre le 26. Questo lascia un’ampia finestra temporale su cui agire. Bisogna tenere conto di vari fattori e cercare di capire se il bambino è pronto ad assumere questi nuovi alimenti. Ad esempio se poniamo un po’ di pappetta in bocca e notiamo che la deglutisce facilmente senza accennare ai riflessi di suzione, siamo certi che ci troviamo nel periodo giusto. Mai iniziare prima della 17° settimana e, in caso il bambino non mostri interesse verso questi nuovi cibi, mai forzarlo, ma cercare piano piano di abituarlo. Superata la 26° settimana invece, le cose cambiano e bisogna forzare un po’ la cosa, onde evitare carenze nutrizionali, specie di ferro, di cui il latte non è particolarmente ricco. Per questo è utile incominciare ad introdurre la carne, un alimento molto ricco di questo micronutriente.

Vediamo ora delle regole generali da prendere come riferimento:

·  evitare l’utilizzo del sale da cucina, in quanto già presente nelle verdure e negli alimenti che si introducono al bambino. Il sale favorisce nel bambino una certa dipendenza da questo composto e indurrà il bambino a cercare alimenti salati, orientando le scelte verso alimenti poco salutari, anche da adulti.

·  Stesso discorso vale per lo zucchero, che non andrebbe aggiunto alle bevande e agli alimenti. Una pratica molto comune che va assolutamente evitata è quella di intingere il ciuccio nello zucchero per renderlo più “appetibile” al bambino. Inoltre lo zucchero può favorire l’insorgenza della carie.

·  Evitare di dare al bambino cibi fritti, in quanto appesantiscono la digestione e preferire cotture più salutari come vapore, bollitura e al forno.

·  Sminuzzare o meglio frullare gli alimenti, in quanto il bambino è privo di dentizione e quindi non in grado ancora di masticare.

Inoltre è importante ricordarsi di non dare mai al bambino i seguenti alimenti prima che abbia compiuto i 3 anni di vita:

·  carne e pesce crudo

·  frutti di mare

·  caffè, tè e altre bevande contenenti caffeina

·  bevande zuccherate

·  Alcool

Prestare attenzione anche agli alimenti ricchi di conservanti in quanto, seppur se sicuri per il consumo anche da parte dei bambini, non apportano nessun beneficio dal punto di vista nutrizionale, quindi orientarsi verso cibi freschi.

Sull’ordine in cui introdurre gli alimenti invece, la comunità scientifica ha cambiato un po’ idea, in quanto la classica tabella con cui venivano introdotti gli alimenti in modo graduale e uno alla volta, non ha mostrato di apportare particolari benefici. Quindi se si vuole continuare ad usare quella tabella, lo si faccia pure, altrimenti nulla ci vieta di introdurre gli alimenti a nostro piacimento, rispettando le regole generali. E’ comunque vero che il bambino abituato solo al latte, mostrerà un maggior gradimento verso la frutta frullata ad esempio, rispetto alla carne, che risulta essere di un sapore forte; quindi si può cominciare proprio da omogenizzati o frullati di frutta. Non è neanche necessario posticipare l’utilizzo di cereali con glutine, in quanto non apporta nessun particolare beneficio. Quindi, bisogna piano piano introdurre al bambino un po’ di tutto, iniziando con frutta e vegetali cotti al vapore o bolliti e frullati, integrandoli con carne, pesce, uova e legumi passati. E’ utile passare i legumi ed eliminare la buccia in quanto fermentando nell’intestino provoca aria e conseguenti coliche.

Una prima pappa può essere la seguente: verdure cotte al vapore e frullate con un po’ d’acqua di cottura, ricca di sali minerali, a cui aggiungere due cucchiai di pastina o crema di riso o crema di mais o tapioca o crema di cereali misti, due cucchiaini di parmigiano reggiano e un cucchiaino di Olio Extravergine d’Oliva. In alternativa al passato di vegetali, si può preparare un brodo di carne a cui aggiungere la carne frullata.

Cerchiamo di vivere il momento dello svezzamento in tranquillità, senza farci prendere da ansie e paure infondate, cercando di seguire delle semplici regole.

Paolo Gozzo

 

Bibliografia:

 

Ministero della Salute – “Bambine e bambini del mondo – Guida per le Famiglie”

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