Scienziati ‘scongelano’ un cervello senza danni. L’ibernazione si avvicina?

Un passo in avanti nelle tecniche di conservazione del cervello: ora il ghiaccio non lo danneggia
Fino ad ora l’ipotesi di farsi congelare per risvegliarsi in un futuro lontano è stata confinata ai libri di fantascienza. Però da oggi questa ipotesi è meno fantascientifica dato che i ricercatori della società 21st Century Medicine, guidati da Robert McIntyre, sono riusciti a congelare e poi scongelare il cervello di un coniglio senza danneggiarlo.
Infatti fino ad ora i neuroni si danneggiavano a causa dei cristalli di ghiaccio che si formavano congelando i tessuti in maniera ‘tradizionale’. In questo caso invece i ricercatori hanno utilizzato la tecnica della ‘vitrificazione’, con l’utilizzo di sostanze crioprotettrici.
Il cervello del coniglio è stato portato a – 135 gradi centigradi e una volta scongelato era ancora intatto. Significa che sinapsi, strutture intracellulari e membrane cellulari erano perfette.
La sostanza che ha permesso di raggiungere questo risultato si chiama glutaraldeide. Ha una sola controindicazione: è tossica. Quindi bisognerà trovare il modo di renderla non nociva.
Nel mondo ci sono già qualche centinaio di persone che si sono fatte ibernare sperando che la tecnologia del futuro riesca a ridare loro la vita.
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