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L’imperatrice Livia e le sue piante medicinali

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La villa della sposa di Augusto è stata restaurata in occasione del bimillenario della morte dell’imperatore. Il suo giardino racconta la passione di Livia per le piante.

 

E’ un grande regalo la riapertura della Villa di Livia restaurata e resa accessibile (con ingresso gratuito o visite guidate a pagamento) in occasione dei festeggiamenti per il bimillenario della morte dell’imperatore Augusto. Grazie al lavoro di recupero svolto dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, la villa, appena fuori Roma, a Prima Porta, è tornata a splendere in tutta la sua bellezza.

Era in questi giardini, affacciati sul Tevere, che l’amata moglie di Augusto, passava gran parte del suo tempo. Una villa sub urbana dove Livia amava coltivare piante medicinali e di alloro che, pare, fornissero i ramoscelli per le corone trionfali. Qui lo stesso Augusto amava rifugiarsi e riposare, venendo spesso a trovare la consorte. La leggenda vuole che il loro sia stato un amore appassionato e che Ottaviano Augusto sia stato vittima di un vero colpo di fulmine già al primo incontro. I più maligni raccontano che Livia sposò Augusto per convenienza e riuscì a conquistare una grande influenza nella politica imperiale. Ma Livia si prendeva cura con devozione del suo sposo e nella villa di Prima Porta, fra gli splendidi affreschi e i mosaici, preparava decotti e tisane per curare la salute malmessa del suo imperiale sposo. Nel giardino coltivava anche margherite gialle e una particolare specie di fico chiamato, dal suo nome, liviana. Nel giardino della ‘salutista’ Livia c’erano poi malva, papavero, camomilla, e l’inula, una pianta dalle radici amarognole tuttora impiegate in farmacia.

 

Per info www.archeoroma.beniculturali.it. 

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