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Istat: nascite al minimo storico e giovani in fuga

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Nascite al minimo storico, più emigrazione e meno immigrazione: l’Italia della crisi, nel rapporto dell’Istat

 

Nascite al minimo storico da vent’anni a questa parte, aumento dell’emigrazione, soprattutto per i giovani e rallentamento dell’immigrazione. È l’Italia fotografata nel Rapporto annuale dell’Istat 2014, presentato oggi alla Camera dei deputati, che denuncia un’Italia, in grande sofferenze, con un grande divario nella distribuzione del reddito.

Nel rapporto dell’Istat si legge che saranno iscritti all’anagrafe poco meno di 515mila bambini, 12mila in meno ‘rispetto al minimo storico registrato nel 1995’. Tra crisi e mancanza di occupazione sono sempre meno le persone che se la sentono di mettere su famiglia, ritardando la volontà di avere un figlio ad un’età in cui si ha una maggiore stabilità lavorativa.

Tra disoccupati e persone che vorrebbero lavorare in Italia, infatti, si contano 6,3 milioni di senza posto: nel 2013 ai 3 milioni 113mila di disoccupati si aggiungono 3 milioni 205mila forze lavoro potenziali, ovvero gli inattivi più vicini al mercato del lavoro. È proprio la mancanza di lavoro che spinge i giovani ad emigrare:  in quasi 100mila, negli ultimi cinque anni, hanno scelto di fuggire all’estero.

 

La crisi frena gli immigrati: nel 2012 gli ingressi sono stati 321mila, -27,7% rispetto al 2007. Aumenta invece il numero di stranieri che se ne vanno (+17,9%).

gc

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