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Una piccola speranza contro lo scioglimento dei ghiacciai

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In Antartide occidentale sta sorgendo un substrato roccioso che potrebbe fornire una certa protezione al ghiaccio che si scioglie

Ogni volta che si inizia un discorso sulle calotte glaciali dell’Antartide si sa già dove si andrà a parare: senza dubbio, si tratterà di una cattiva notizia – anche perché è proprio lì che ci sono due dei più veloci ghiacciai in scioglimento del mondo. Fortunatamente, però, questa volta, il punto è un altro: un argine, una reazione, una piccola speranza.

Quella stessa regione occidentale del continente che è teatro di scioglimenti, infatti, è anche sede di una caratteristica geologica insolita che può fornire un sollievo agli effetti del cambiamento climatico. Lo racconta un nuovo studio pubblicato sulla rivista «Science», in cui i ricercatori raccontano di come la superficie terrestre sembra espandersi quando oggetti pesanti, come i ghiacciai, non sono più presenti a spingere contro il suolo. Secondo i dati che gli scienziati hanno raccolto tramite sensori GPS, la terra sotto l’Amundsen Sea Embayment in Antartide occidentale sta aumentando ad un ritmo di circa 5 centimetri all’anno – uno dei tassi di crescita più veloci mai registrati.

Una scoperta davvero importante questa del fondamento roccioso che si sta creando come reazione allo scioglimento dei ghiacciai che, come spesso accade, è stata fatta un po’ per caso visto che i sensori sono stati posizionati con pochissime possibilità che ci fosse davvero qualcosa di interessante da registrare.
I ricercatori hanno spiegato che la terra sotto l’Amundsen Sea Embayment si ingrandisce a causa di un mantello relativamente fluido sotto la superficie, che è più capace di rispondere ai cambiamenti che avvengono sopra. E infatti i tempi di reazione sono molto più veloci di quanto si pensasse in precedenza.

Comprendere questo fenomeno e l’impatto che può avere consente ai ricercatori di valutare con maggiore precisione la perdita di ghiaccio, la cui misurazione è sempre stata incompleta a causa della mancanza di conoscenza sull’aumento del roccia sottostante. Inoltre, lo studio fornisce anche qualche speranza alle persone che vivono nelle zone costiere, che potrebbero trarre beneficio dal potenziale rallentamento dello scioglimento dei ghiacci dovuto a questa potenziale stabilizzazione.

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