Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Oleogel antiossidante dalle bucce di mela: il brevetto italiano che valorizza gli scarti-Meteo in tempo reale su Ecoseven: arriva il box Windy per leggere il clima come non hai mai fatto prima-Le nuove esigenze del mondo: salute, ambiente e benessere sono la stessa economia-Alberobello, la città dei trulli: storia, materiali e consigli pratici-Scarpe che generano energia: correre e ricaricare il cellulare-Il cibo spazzatura nei primi anni di vita può influire sul QI dei bambini-Pulizie creative: soluzioni eco per la cura della casa-Primo caldo, i cosmetici da cambiare: guida pratica per proteggere pelle e look-Tè deteinato con CO2: metodo, benefici e consigli per l'acquisto-7 modi naturali per tenere lontane le zanzare-Uccelli e mammiferi: due strade indipendenti per cervelli complessi-Schiuma isolante sostenibile a base di PLA e cellulosa-Trasformare l’inquinamento in pigmenti non tossici: l’arte di John Sabraw che pulisce i fiumi-Frigoriferi senza elettricità: la rivoluzione fredda delle ecoinvenzioni-Saathi Pads: assorbenti biodegradabili in fibra di banana che uniscono sostenibilità e impatto sociale-Due americani e un Papa: Vance e Rubio tra fede, potere e la corsa alla Casa Bianca-Inter, quanto vale lo scudetto? L'incasso dei nerazzurri con il tricolore-Tumori: in Italia l'immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti-Prevenzione melanoma, al via campagna Unicoop Firenze e Imi per controllo nei-Russia, più sicurezza e meno contatti: così Putin gestisce l'aumentato rischio attentato

Un sensore della pelle contro le dipendenze

Condividi questo articolo:

Ideato il prototipo di un dispositivo biomedico per monitorare l’uso di alcolici e di droga ad aiutare chi ne abusa

È in via di sviluppo un sensore iniettabile che potrebbe fornire un monitoraggio continuo dell’assunzione di alcol e di droga alle persone che hanno un problema di dipendenza e che stanno cercando di curarlo. Il biosensore miniaturizzato sarebbe posto appena sotto la superficie della pelle e alimentato in modalità wireless da un dispositivo indossabile – come uno smartwatch o un patch.

Per ora, infatti, il monitoraggio di routine delle persone inserite nei programmi di trattamento delle dipendenze è una sfida: il metodo più preciso è un esame del sangue, ma deve essere eseguito da un tecnico esperto e quindi richiede molto sforzo, poi ci sono metodi più comuni (come, per esempio, l’etilometro per controllare i livelli di alcol nel sangue dei pazienti) che però necessitano dispositivi ingombranti, non sono particolarmente precisi e richiedono l’intervento del paziente. Questi sensori indossabili, invece, sono piccoli, lavorano da soli e possono essere facilmente rimossi, rendendo più facile per i pazienti monitorarsi per lunghi periodi di tempo.

Il sensore è stato testato in laboratorio sotto strati di pelle di maiale, il passo successivo sarà quello di testarlo su animali vivi. I ricercatori hanno presentato la tecnologia proof-of-concept alla conferenza IEEE Custom Integrated Circuits del 2018, a San Diego – la ricerca sarà considerata preliminare fino a quando non verrà pubblicata su una rivista.
In ogni caso, questo studio è riuscito a dimostrare che, nelle condizioni usate, il sensore può funzionare – per l’alcol, per ora, ma il progetto è di riuscire a creare altri chip in grado di rilevare diverse sostanze di cui si abusa e di poter iniettare nel paziente un cocktail in grado di fornire un monitoraggio medico personalizzato a lungo termine.

Altri articoli consigliati per te:

Questo articolo è stato letto 17 volte.

Dipendenze, sensore

I commenti sono chiusi.