Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Il cibo spazzatura nei primi anni di vita può influire sul QI dei bambini-Pulizie creative: soluzioni eco per la cura della casa-Primo caldo, i cosmetici da cambiare: guida pratica per proteggere pelle e look-Tè deteinato con CO2: metodo, benefici e consigli per l'acquisto-7 modi naturali per tenere lontane le zanzare-Uccelli e mammiferi: due strade indipendenti per cervelli complessi-Schiuma isolante sostenibile a base di PLA e cellulosa-Trasformare l’inquinamento in pigmenti non tossici: l’arte di John Sabraw che pulisce i fiumi-Frigoriferi senza elettricità: la rivoluzione fredda delle ecoinvenzioni-Saathi Pads: assorbenti biodegradabili in fibra di banana che uniscono sostenibilità e impatto sociale-Due americani e un Papa: Vance e Rubio tra fede, potere e la corsa alla Casa Bianca-Inter, quanto vale lo scudetto? L'incasso dei nerazzurri con il tricolore-Tumori: in Italia l'immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti-Prevenzione melanoma, al via campagna Unicoop Firenze e Imi per controllo nei-Russia, più sicurezza e meno contatti: così Putin gestisce l'aumentato rischio attentato-Iran, Trump lancia 'Project Freedom' a Hormuz: Teheran alza livello dello scontro-Mattarella accoglie gli azzurri del tennis al Quirinale e ricorda Zanardi: "Grande spessore umano e sportivo"-Leroy Merlin, con Talent Lab obiettivo 60% manager interni-Rubio a Roma, incontrerà Papa Leone XIV: Vaticano ufficializza-Scudetto Inter, da Amadeus a Tananai: chi c'era alla festa in piazza Duomo

Spruzzare nanobot

Condividi questo articolo:

Gli scienziati creano uno spray che irrora piccoli sensori con un grande potenziale di raccolta dati

Un team di ricercatori del MIT ha trovato un nuovo uso per gli spray che, un tempo erano visti solo come responsabili del buco nell’ozono: questo nuovo uso comporta la capacità di spruzzare nanobot – una capacità che potrebbe essere buona sia per l’ambiente che per la nostra salute.

La ricerca pubblicata su «Nature Nanotechnology» racconta di come ognuno di questi piccoli sensori contenga due parti: la prima è un colloide, una particella o una molecola insolubile estremamente minuscola (i colloidi sono così piccoli che possono rimanere sospesi in un liquido o nell’aria indefinitamente – la forza delle particelle che si scontrano attorno a loro è più forte della forza di gravità che tenta di tirarli giù); la seconda parte del sensore è un circuito complesso contenente un rivelatore chimico (che, quando incontra una determinata sostanza chimica nel suo ambiente migliora la sua capacità di condurre l’elettricità) e un fotodiodo (ovvero un dispositivo in grado di convertire la luce ambientale in corrente elettrica che fornisce tutta l’energia necessaria per alimentare la raccolta e la memoria dei dati del circuito).

I ricercatori hanno innestato i circuiti sui colloidi, dandogli la capacità di viaggiare in ambienti unici con uno spruzzo. Una volta combinate le due parti, infatti, i ricercatori hanno reso i nanobot irrorabili perché, in questo modo, hanno creato una serie di potenziali usi diagnostici per i questi sensori microscopici a spruzzo (per esempio, rilevare la presenza di ammoniaca tossica in un tubo soltanto spruzzandoci i nanobot dentro oppure rivelare la presenza di problemi nel nostro intestino potendo percorrerlo tutto).
Raccogliere dati e informazioni non sarà più la stessa cosa.

Altri articoli consigliati per te:

Questo articolo è stato letto 99 volte.

gas, nanorobot, spray

I commenti sono chiusi.