Sono i funghi la nuova speranza per il riciclaggio

Una ricerca racconta come utilizzare i funghi per riciclare le componenti delle batterie degli smartphone
Nel corso degli anni, la nostra dipendenza dalle batterie agli ioni di litio per alimentare i dispositivi di uso quotidiano è aumentata drammaticamente. Ogni giorno, tonnellate di rifiuti elettronici vengono inviati ai Paesi in via di sviluppo a scapito delle persone e dell’ambiente: a causa dell’esposizione alle sostanze chimiche altamente tossiche che avviene durante la manipolazione di questo tipo di rifiuti, si possono riportare gravi danni al cervello, al sistema riproduttivo e ai reni.
Per questo è così forte la necessità di trovare una soluzione che possa cambiare il metodo che viene attualmente utilizzato per trattare questo tipo di rifiuti.
In questo senso, i ricercatori dell’American Chemical Society (ACS) hanno creato un processo per l’estrazione di litio e cobalto dalle batterie che è direttamente collegato alla natura: durante i loro studi, infatti, gli scienziati hanno scoperto che i funghi possono essere utilizzati per estrarre in maniera molto semplice i metalli dalle batterie usate, facendo sì che i materiali possano essere portati fuori dalle discariche, pronti per essere riciclati in nuove batterie.
Prima di tutto, le batterie vengono smontate e i catodi polverizzati; poi, tre diversi ceppi di funghi – Aspergillus niger, Penicillium simplicissimum e Penicillium Chrysogenum – prendono in mano l’azione e riescono ad estrarre fino all’85% del litio e fino al 48% del cobalto (ovviamente, l’obiettivo è di riuscire a recuperare quasi tutto il materiale originale). Una volta estratti, i metalli rimangono in una miscela di acido liquido, quindi il passo su cui si stanno concentrando gli scienziati adesso è quello di capire come recuperarli.
I processi utilizzati di solito per riciclare le batterie e gli altri dispositivi elettronici richiedono alte temperature e prodotti chimici e possono essere davvero pericolosi: i funghi sono in grado di recuperare i metalli preziosi in modo sicuro e poco costoso.
In caso di successo, questa ricerca potrebbe avere un grande impatto sul nostro ambiente, riducendo la quantità di rifiuti elettronici che sta rapidamente riempiendo la Terra.
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