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Può un’intelligenza artificiale creare arte?

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A giugno Google lancia Magenta, un progetto di ricerca che lavorerà per cercare di scoprirlo

Nonostante i grandi progressi compiuti dall’intelligenza artificiale in una serie di settori diversificati, non si può ancora dire di aver risolto l’inghippo riguardante le faccende artistiche: è certo e dimostrato che un computer possa batterci in una partita a scacchi o possa risolvere meglio di noi un problema di matematica, ma come la mettiamo con la scrittura di un libro o con la pittura di un quadro? 

L’intelligenza artificiale non ha compiuto grandi progressi nel campo creativo e Google dice che è successo perché non è stata ancora messa veramente alla prova: per questo, l’azienda ha deciso di cercare di sistemare le cose.

Il progetto che è stato appena annunciato dalla società statunitense si chiama Magenta e si occuperà proprio di capire se un computer può produrre arte: a quanto raccontato da un membro del gruppo di ricerca, il primo studio sul quale il team si concentrerà riguarderà una serie di algoritmi che saranno in grado di generare musica. Da quel punto, poi, ci si sposterà prima sui video e poi sulle altre arti visive – in questo video è possibile vedere il lavoro musicale dell’intelligenza artificiale di Google durante il MoogFest (http://www.moogfest.com/), un festival di musica e tecnologia.

 Magenta, ispirato dalla piattaforma Deep Dream Generator – che trasforma le nostre immagini in «sogni» visionari sfruttando delle reti neurali – imparerà tutto quello che è necessario per diventare un artista sfruttando la nota piattaforma open-source per l’apprendimento automatico TensorFlow e poi vedremo cosa produrrà. 

Starà al pubblico il compito di valutare se l’arte prodotta dai computer abbia un valore parificabile a quella creata dalle persone.

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google, Magenta, musica, tecnologia

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