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Covid-19: buone notizie da Israele

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Un nuovo studio sull’efficacia dei vaccini

Secondo un primo pool di dati raccolti da uno studio inerente l’efficacia dei vaccini, il vaccino Pfizer-BioNTech è stato quasi il 90% efficace nel prevenire le trasmissioni di COVID-19 in Israele.

Si tratta di una notizia che, se confermata, è davvero positiva: indica che i vaccini sono almeno in gran parte efficaci nell’arresto della diffusione del coronavirus.

Il vaccino, secondo i risultati riportati, è stato efficace all’89,4% nel prevenire le infezioni COVID confermate in laboratorio, riferisce Bloomberg. I risultati indicano anche l’efficacia del vaccino nel prevenire la trasmissione della malattia da portatori sia sintomatici che asintomatici.

È anche importante sottolineare che, durante il periodo di studio, la variante B.1.1.7 – conosciuta (e temuta) col nome di variante inglese –  è stata il ceppo dominante in Israele, rappresentando oltre l’81% dei test COVID positivi. Questo, oltre che terribile per il paese, potrebbe essere molto interessante per lo studio perché sembrerebbe indicare che il vaccino Pfizer-BioNTech è altamente efficace anche contro quel ceppo.

Tuttavia, è bene ricordare che i risultati devono ancora essere sottoposti a revisione paritaria, quindi aspettano una conferma da parte di altri esperti, che devono rivedere i dati e valutare, prima di lasciarci essere serenamente positivi per la scoperta.

La notizia arriva sulla scia del massiccio programma israeliano di lancio di vaccini iniziato il 20 dicembre.

Da allora, le autorità israeliane avrebbero vaccinato quasi la metà della sua popolazione con almeno una dose. Se fosse confermata segnerebbe un enorme punto di svolta nella pandemia in cui siamo immersi da ormai un anno, dimostrando l’efficacia degli sforzi coordinati di immunizzazione di massa da parte dei governi mondiali.

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