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polvere di stelle

Le nostre ossa sono fatte di polvere di stelle

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polvere di stelle

Secondo gli scienziati le nostre ossa sono fatte di stelle esplose, è da lì che viene il calcio

Secondo una nuova ricerca pubblicata su The Astrophysical Journal, metà del calcio nel nostro universo proviene da una “supernova ricca di calcio”.

Ciò significa che il materiale di cui sono fatti i nostri denti e le nostre ossa è, essenzialmente, quel che è rimasto dalle stelle morte che sono esplose molto, molto tempo fa.

Qualcosa di davvero poetico se la si immagina così: quello che abbiamo dentro al corpo e che ci sostiene, in realtà viene dal cielo.

“Questi eventi sono così pochi che non abbiamo mai saputo cosa abbia prodotto una supernova ricca di calcio”, ha detto in un comunicato stampa Wynn Jacobson-Galan, autore principale dello studio.

“Osservando ciò che questa stella ha fatto nel suo ultimo mese prima di raggiungere la sua fine critica e tumultuosa, abbiamo sbirciato in un luogo precedentemente inesplorato, aprendo nuove strade di studio all’interno della scienza transiente“, ha aggiunto Jacobson-Galan.

Un evento estremamente luminoso a circa 55 milioni di anni luce dalla Terra ha attirato l’attenzione della comunità internazionale di astronomia nell’aprile 2019.

“Ogni singolo paese con un telescopio prominente si è rivolto a guardare questo oggetto”, ha ricordato Jacobson-Galan.

Gli astronomi sono stati così veloci che molti hanno osservato la supernova solo dieci ore dopo l’esplosione, potendo scoprire subito che quell’esplosione aveva vomitato fuori un’immensa quantità di calcio. Gli scienziati hanno colto l’evento giusto in tempo per concludere che si trattava della quantità di calcio più grande mai osservata emessa da un singolo evento.

“La luminosità ci dice quanto materiale perde la stella e quanto quel materiale fosse vicino alla stella”, ha spiegato Jacobson-Galan. “In questo caso, la stella ha perso una piccolissima quantità di materiale appena prima di esplodere. Quel materiale era ancora nelle vicinanze“.

 

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