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nebbia cerebrale

Il Covid-19 può avere effetti sull’intelligenza?

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Cos’è l’effetto “nebbia cerebrale” riscontrato nei pazienti Covid-19

L’infezione da COVID-19 potrebbe avere un sostanziale effetto negativo sull’intelligenza, secondo un nuovo studio del Regno Unito condotto su larga scala, i cui risultati, c’è da dire, sono coerenti con i rapporti di “nebbia cerebrale” riscontrati sui pazienti Covid-19 a lungo termine.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 81.337 persone che hanno effettuato il Great British Intelligence Test nel 2020. Di queste, circa 13.000 hanno riferito di aver contratto il COVID-19 e 275 di queste hanno completato il test prima e dopo l’infezione.

Le persone che avevano avuto il Coronavirus trovavano più difficile completare le attività relative al ragionamento, alla risoluzione dei problemi e alla pianificazione spaziale, hanno affermato gli autori, mentre la durata della memoria di lavoro e l’elaborazione emotiva non sembravano essere colpite.

La gravità del declino cognitivo sembrava essere collegata alla gravità dell’infezione.

I ricercatori hanno detto che coloro che erano stati messi sotto ventilazione mentre erano malati sono quelli che hanno mostrato gli effetti più sostanziali. In media, il loro punteggio è sceso di 7 punti QI.

Ovviamente, è necessario essere cauti per quanto riguarda le conclusioni – e anche se il deficit non era inconsistente, è sempre bene aspettare l’imaging cerebrale prima di poter trarre conclusioni definitive.

L’ipotesi è che la causa del declino cognitivo potrebbero essere la febbre alta e i problemi respiratori, anche se quei sintomi si erano da tempo estinti per la maggior parte delle persone nello studio – gli autori hanno notato che solo il 4,8% di loro ha riportato sintomi persistenti.

Come sappiamo il Covid-19 a lungo termine può includere una serie di sintomi diversi che persistono parecchi mesi dopo l’infezione, tra questi ci sono: mancanza di respiro, mal di testa, dolori articolari o muscolari, vertigini e difficoltà a pensare o concentrarsi (la cosiddetta “nebbia cerebrale”). E anche il declino cognitivo, a quanto pare.

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