ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Atp Miami, la pioggia non dà tregua: lavori sul Centrale, variazioni nel programma-Iran esegue condanna a morte di un cittadino svedese, Stoccolma convoca ambasciatore-Ryan Gosling: "Non ho finito la scuola, per me è stato un onore rappresentare gli insegnanti come eroi"-Dal rifiuto alla materia, come cambia il riciclo tra Italia e Europa-Caro carburanti, Salvini: "Per il gasolio bisogna scendere sotto 1,90 euro al litro"-E.On rafforza rete ricarica in Lombardia,inaugurata a Melzo nuova stazione ultra-fast-Svizzera, cabinovia precipita per il forte vento: almeno un morto a Engelberg-Bubbico (Thea-Ambrosetti): "9 pazienti su 10 pronti ai trial ma solo il 5% arruolato"-Iannelli (Favo): "Coinvolgere pazienti in trial atto di democrazia sanitaria"-Droga, cala Mdma e salgono coca e ketamina: il trend dello sballo in Europa da reti fognarie di 115 città-Referendum, Pier Silvio Berlusconi: "Voterò convintissimamente sì"-America's Cup, Dalton: "A Napoli lavoro incredibile, Bagnoli come Milano Cortina"-Marchetti (Idi): "Servono nuovi modelli di ricerca e pazienti protagonisti"-Iran, nazionale di calcio femminile rientrata da Coppa d'Asia: due giocatrici restano in Australia-Addio a Tsutomu Shibayama, regista delle serie 'Doraemon' e 'Ranma 1/2'-Solidarietà, Fondazione Banco dell’energia celebra i 10 anni con un volume fotografico-Monopattini, dal 16 maggio scatta obbligo targa e assicurazione: multe fino a 400 euro-Bimbo morto a Napoli, due medici indagati per falso nella cartella clinica-Serie A, la Cremonese esonera Nicola: Giampaolo in pole per la panchina-Biennale Arte, appello di 200 artisti contro la partecipazione di Israele

Cura al tumore: cellule del sangue modificate

Condividi questo articolo:

Uno studio dell’ Ospedale San Raffaele di Milano ha dimostrato che alcune cellule del sangue geneticamente modificate potrebbero essere l’arma vincente per combattere i tumori

 

Per combattere i tumori basterebbero solo delle cellule del sangue geneticamente modificate. Uno studio dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, infatti, ha dimostrato che una tecnica di terapia genica finora utilizzata per trattare alcune malattie genetiche rare può essere efficace anche nella cura dei tumori.

Lo studio genico per la cura ai tumori mostra come i macrofagi, cellule del sangue normalmente richiamate nel tumore, possano essere convertiti in veicoli di geni anti-tumorali per combattere la neoplasia. Lo studio, che potrebbe aprire una nuova strada per la cura di quella che oggi è considerata malattia mortale,  è stato coordinato da Luigi Naldini, direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica e docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e da Roberta Mazzieri, ricercatrice del San Raffaele recentemente trasferitasi all’Università del Queensland in Australia.

‘In questo nuovo lavoro abbiamo adattato la tecnica di trasferimento genico e ingegnerizzazione delle cellule del sangue al trattamento dei tumori. Nel caso delle malattie genetiche, le cellule staminali ematopoietiche del paziente (cellule madri di tutti gli elementi del sangue) vengono corrette mediante l’introduzione del gene funzionante con l’uso di vettori virali (lentivirali) in modo da ripristinare una funzione originariamente difettosa. Nel nuovo lavoro abbiamo inserito nelle cellule staminali, con lo stesso metodo, un gene che svolge attività anti-tumorale nella loro progenie’

Nello specifico, il gene terapeutico scelto come arma vincente contro i tumori è l’interferone alpha, una molecola prodotta normalmente dal nostro organismo in risposta a infezioni ma per la quale è stata dimostrata anche potente attività anti-tumorale. L’uso clinico dell’interferone è però stato finora limitato da una elevata tossicità, se somministrato per via sistemica.

Per rendere la terapia selettiva contro le cellule tumorali, il vettore lenti virale già utilizzato nelle recenti sperimentazioni cliniche è stato modificato in modo da assicurare che il gene anti-tumorale si attivi solamente in una specifica frazione di cellule differenziate del sangue, i monociti/macrofagi (figli delle staminali), che sono normalmente richiamati dal circolo sanguigno ai tumori dove svolgono un’azione che ne favorisce la crescita.

L’originalità della strategia consiste proprio nell’aver scelto come veicolo cellulare dell’interferone una popolazione normalmente presente nel sangue a bassa frequenza ma fortemente arricchita nei tumori. In questo modo l’interferone, veicolato in maniera specifica, si accumula solo nel tumore dove può esercitare la sua funzione anti-tumorale, evitando gli effetti tossici della somministrazione sistemica sull’organismo. L’interferone agirebbe ri-programmando il micro-ambiente tumorale da una condizione favorente la crescita ad una condizione ostile al male.

Lo studio guidato dal professore Naldini ha mostrato che la nuova strategia consente di bloccare la crescita del tumore mammario e delle sue metastasi in modelli murini. Per verificare la sicurezza ed efficacia della terapia genica applicata alle cellule staminali umane è stato creato un topo ‘umanizzato’ mediante il trapianto di cellule staminali ematopoietiche umane modificate per esprimere interferone e ricreando in questo modo un sistema ematopoietico umano nel topolino. Utilizzando questo modello è stato possibile dimostrare che la terapia è sicura ed efficace nell’inibire la crescita anche di un tumore umano.

 

L’interferone nel tumore può esercitare una duplice azione contro il cancro: consente infatti l’azione selettiva di una molecola anti-cancro nel tumore e allo stesso tempo ri-programma i veicoli della terapia, i macrofagi, da cellule con attività pro-tumorale a cellule con attività anti-tumorale.

Questo articolo è stato letto 44 volte.

cancro, cellule tumorali, combattere il tumore, cura cancro, tumori

Comments (6)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net