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COVID19: per sconfiggere il virus dobbiamo “rompere le abitudini di una vita”

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Non è facile cambiare le abitudini. Lo sanno bene gli scienziati del comportamento che stanno avendo un ruolo strategico per aiutare i governi a guidare le persone verso nuovi stili di vita

Per sconfiggere la pandemia, abbiamo bisogno di “un cambio di comportamento più rapido di quello mai avvenuto nella recente storia umana”, afferma Robb Willer, un sociologo dell’Università di Stanford.

Il sociologo ha di recente coinvolto più di 40 importanti scienziati comportamentali per realizzare una ricerca (“Using social and behavioural science to support COVID-19 pandemic response) su come guidare le persone verso nuove abitudini e “cambi di comportamento” che si prevedono a lungo termine nella lotta al virus.

Infatti, anche in questo campo studi e ricerche sono indispensabili per evitare rischi derivati da consigli sbagliati. Basti pensare a quanto accaduto nel Regno Unito. Come ricorderete, inizialmente il Governo evitò di chiudere scuole e imprese citando la tanto decantata “Unità di Nudge“.

Secondo quanto riferito da Bloomberg, il gruppo di scienziati del comportamento consultati, infatti, aveva messo in guardia il governo da un lockdown immediato che rischiava di diventare un’eccessiva “fatica” comportamentale per il Paese.

È sotto gli occhi di tutti l’inversione di marcia fatta dal Regno Unito a fine marzo.

Alla luce dei rischi derivati da questi consigli, sia pur motivati dal buon senso, che non ci possiamo più permettere di correre, gli scienziati comportamentali, uniti, hanno quindi avviato importanti attività di ricerca a sostegno di modelli funzionali all’obiettivo.

Da ricerche su precedenti focolai di malattie come l’influenza e l’Ebola, nonché su argomenti apparentemente non correlati tra cui etichette di avvertimento di sigarette e campagne politiche fino a nuovi studi volti a migliorare le misure da adottare durante l’attuale crisi.

Un lavoro che ha già prodotto alcune raccomandazioni sui messaggi da veicolare:

  • unicità e coerenza dei messaggi
  • contenuti basati su dati e fatti,
  • modalità e strumenti in base al pubblico di riferimento

“Un messaggio univoco e chiaro può aiutare a dare alle persone la fiducia necessaria per agire, in particolare in un momento in cui la paura motiva le persone”, afferma Shana Gadarian, politologo dell’Università di Syracuse.

La cosa, invece, che fa perdere più potere ai messaggi sono proprio, e noi italiani aimè le conosciamo bene, le divisioni politiche.

Anche messaggi forti possono perdere potere quando i leader politici inviano segnali contraddittori o quando i consigli sulla salute pubblica vengono riletti attraverso una lente politica. Un esempio fra tutti: il presidente Donald Trump, che ha ripetutamente contraddetto le raccomandazioni dei funzionari della sanità pubblica, in particolare dicendo che probabilmente non avrebbe indossato una mascherina il giorno in cui sia i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie sia la first lady Melania Trump avevano esortato le persone a fare proprio questo.

Gli studiosi ci ricordano, poi, che per ottenere grandi risultati a volte bastano anche piccole cose: piccoli segnali visivi, brevi promemoria o piccoli cambiamenti nell’ambiente circostante possono cambiare le nostre azioni.

Nel caso contingente, può bastare dipingere linee su un percorso per mostrare “come si presenta” una separazione di 2 metri, afferma Susan Michie, psicologa della salute presso l’University College di Londra e direttore del Center for Behaviour Change. La psicologa ribadisce che “Si tratta di rompere le abitudini di una vita e impostare abitudini leggermente diverse”.

“Ci vorrà molto più che semplici messaggi per cambiare comportamenti su una scala così mastodontica”, afferma Ann Bostrom, che studia la percezione e la comunicazione del rischio presso l’Università di Washington, Seattle.

“Il contesto fisico in cui ognuno di noi prende decisioni è spesso più importante delle grandi ideologie”, afferma Bostrom. “Se è disponibile una mascherina dal distributore nella parte anteriore dell’edificio, probabilmente avrai maggiori probabilità di indossarla.”

Trovare soluzioni per facilitare le persone a mantenere i nuovi comportamenti quando i blocchi si allungano e le tensioni aumentano è un’altra importante sfida. Diverse ricerche del passato hanno infatti dimostrato che la capacità di mantenere comportamenti virtuosi durante un’epidemia diminuisce con il passare del tempo. Una sfida, anche questa, che gli scienziati del comportamento hanno accolto e che seguiremo con attenzione.

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abitudini, cambiamento, coronavirus, COVID19, stili di vita

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