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Autismo: novità sulla diagnosi

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Due nuovi potenziali test che potrebbero diagnosticare prima il disturbo dello spettro autistico

I ricercatori della Università of Warwick hanno sviluppato due test che potrebbero potenzialmente rilevare l’autismo nei bambini. Entrambi i test, uno del sangue e uno dell’urina, si basano su un legame precedentemente scoperto tra il danno alle proteine nel plasma sanguigno e l’autismo. Il team ritiene che i test siano i primi nel loro genere e sperano che possano contribuire a migliorare la diagnosi precoce dei Disturbi dello Spettro Autistico (Autism Spectrum Disorders, ASD).

Lo studio, pubblicato sulla rivista «Molecular Autism», ha confermato ricerche precedenti che avevano collegato alcune mutazioni nei trasportatori di amminoacidi con l’ASD. Poiché le proteine nel plasma sanguigno possono essere danneggiate da due processi, l’ossidazione e la glicazione, i ricercatori hanno sviluppato test in grado di rilevare tale danno.

Per testare questo metodo, i ricercatori hanno prelevato campioni di urina e sangue da 38 bambini con l’ASD e da un gruppo di controllo di 31 bambini a cui non era stata diagnosticata l’ASD. Con l’aiuto di un algoritmo e di un’intelligenza artificiale, il team ha capito in che modo i due gruppi erano chimicamente diversi.
Anche se i ricercatori non hanno ancora capito completamente perché le persone sviluppano l’autismo (genetica, ambiente e molti altri fattori giocano un ruolo), con questa scoperta si potrebbe arrivare a una diagnosi precoce e quindi a interventi precoci che potrebbero essere essenziali per aiutare i bambini autistici e le loro famiglie a muoversi meglio per il mondo e a migliorare la loro qualità della vita.

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