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Amianto, talco e tumore alle ovaie

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L’amianto e il talco contaminato sono due potenziali fattori cancerogeni per le ovaie

Le ovaie sono due ghiandole grandi quasi come due noci, connesse dalle tube e poste a destra e a sinistra dell’utero. Sono deputate alla produzione degli ormoni sessuali e degli ovociti per la riproduzione. Il tumore alle ovaie è causato da fattori genetici, dallo stile di vita, ma anche dall’esposizione ad agenti cancerogeni, come l’amianto (asbesto) e il talco.

Il talco allo stato puro è un silicato di magnesio idrato molto usato per la fabbricazione della gomma, della carta, delle vernici, degli insetticidi, della ceramica, dei prodotti igienici e cosmetici. Deriva dalla trasformazione metamorfica di rocce che può condurre alla formazione di differenti varietà di asbesto dei gruppi anfibolo e serpentino, che, a sua volta, può presentare una componente fibrosa costituita da antofillite, tremolite e/o crisotilo.

Esperimenti sui ratti hanno dimostrato che il talco è capace di indurre la comparsa di una fibrosi polmonare e varie indagini svolte da Kleinfeld et al. (1974) hanno messo in luce che i lavoratori di New York esposti per quindici o più anni all’inalazione di talco commerciale hanno presentato una significativa incidenza di pneumoconiosi e di neoplasie dell’apparato respiratorio.

Quando parliamo di ovaie, però, abbiamo un fattore di rischio solo nel caso si abbia a che fare con talco contaminato da asbesto (un minerale già noto per essere all’origine del mesotelioma pleurico), in grado di sviluppare un mesotelioma primitivo dell’ovaio o un carcinoma ovarico.

L’amianto, o meglio l’asbesto, è un insieme di minerali del gruppo degli inosilicati, appartenente alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli. Secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ci sono abbastanza prove per dire che tutti i tipi di amianto (crisotilo, actinolite, amosite, antofillite, crocidolite e tremolite) siano cancerogeni per l’uomo e in particolare causino mesotelioma, cancro al polmone, laringe e ovaio.

Lo stesso INAIL ha inserito il tumore alle ovaie nella lista I dell’INAIL con il fattore di rischio asbesto. Proprio per questo, dev’essere indennizzato dall’INAIL (risarcimento danni amianto INAIL – malattia professionale INAIL indennizzo), con riconoscimento della rendita (grado di inabilità a partire dal 16%) o con l’indennizzo del danno biologico (grado invalidante dal 6% al 15%) e con il rilascio della certificazione di esposizione ad amianto, ex art. comma 7, Legge 257/1992, per ottenere le maggiorazioni contributive esposizione asbesto, per prepensionamento e, per chi è già in pensione per malattia professionale, per rivalutare l’ammontare mensile della pensione.

In Italia, il tumore alle ovaie colpisce in Italia circa 4.500 donne l’anno, con un indice di sopravvivenza del 45%. In caso di diagnosi precoce, l’indice di sopravvivenza sale all’85%. Per questo è importante la diagnosi iniziale e la sorveglianza sanitaria delle donne che son state esposte ad amianto e talco contaminato.

Fonte: https://www.osservatorioamianto.com/patologie/tumore-alle-ovaie/

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Redazione Ecoseven

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