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Acqua e ipotiroidismo: cosa li lega?

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Uno studio indica una causa inaspettata nelle disfunzioni della tiroide e non solo

I ricercatori inglesi hanno scoperto che il tasso di ipotiroidismo nelle zone dove l’acqua viene fluorizzata è più alto. Ad esempio, in aree come il West Midlands, nelle cui acque viene aggiunto il floruro, la prevalenza di ipotiroidismo è il doppio rispetto alle aree non fluorizzate del Greater Manchester. 

La maggior parte dell’acqua contiene naturalmente una piccola quantità di fluoro, ma in molte città è stato aggiunto per decenni, per prevenire le carie. Inoltre, il fluoro può essere presente nel cibo, in bevande e nel dentifricio.

La quantità di fluoro presente nell’acqua fluorizzata, però, non incide solo sul funzionamento della tiroide. Può intaccare il QI, uccidere cellule e modificare l’espressione dei geni. Alcuni studi la legano ai tumori della vescica e delle ossa.
Secondo uno studio pubblicato su Environmental Health, l’aumento di fluoro dell’1% nelle acque pubbliche degli Stati Uniti del 1992 ha avuto un ruolo nelle 131.000 diagnosi di ADHD (link) tra il 2003 e il 2011. Esaminando bambini e ragazzi, tra i 4 e i 17 anni, i ricercatori hanno visto che, negli stati in cui le famiglie ricevevano acqua fluorizzata, c’erano più alti tassi di ADHD diagnosticati.

Che fare? La soluzione più semplice è quella di investire in un sistema di filtrazione dell’acqua e aggiungere, successivamente, un po’ di sale marino o aceto di mele per la rimineralizzazione, ma solo se ci si trova all’estero. La fluorizzazione dell’acqua, infatti, è una pratica diffusa in diversi paesi del mondo, in particolare nel Nord America e in Australia.

In Italia, per fortuna, non è stata mai inserito un provvedimento che imponesse l’aggiunta di floruro nelle acque potabili. Le nostre acque, infatti, sono già sufficientemente ricche di fluoro, tanto da non richiedere un’addizione artificiale.
Per le disfunzioni alla tiroide, la medicina ha fatto passi da gigante. Anche la natura, però, ci fornisce qualche aiuto.

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