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Un giardino idroponico riscaldato dall’estrazione dei Bitcoin

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Per non sprecare il calore generato dai suoi computer, il proprietario di una casa produttrice di software lo ha canalizzato e utilizzato per riscaldare le sue piante

Innovativo quanto inaspettato quello che è riuscito a fare il canadese Bruce Hardy: riscaldare il suo giardino interno con qualcosa da cui tutto ci poteva aspettare fuorché questo – e della quale, tra l’altro, si parla sempre in negativo per quanto riguarda il consumo di energia. I Bitcoin.

Quando Hardy, che è proprietario di una casa produttrice di software, ha visto la quantità di calore generata dai suoi computer durante l’estrazione dei Bitcoin ha pensato che, invece di usare dell’altra energia per diminuirla, poteva trovare un modo per non sprecarla: quindi, anziché usare l’aria condizionata per raffreddare i suoi computer, ha canalizzato il calore generato per alimentare e riscaldare un fiorente sistema idroponico e una serra.

Il sistema funziona utilizzando il calore generato da 30 computer mentre lavorano per estrarre Bitcoin. Quel calore mantiene caldi centinaia di salmerini alpini al primo piano dell’edificio di Manitoba, dove l’acqua ricca di nitrati viene utilizzata per nutrire le piante che crescono al secondo piano.

La società di Hardy opera con l’obiettivo di creare sistemi alimentari sostenibili. Le entrate che ha generato con l’estrazione dei Bitcoin hanno aiutato Bruce a far crescere la sua attività, attraverso la quale lui spera di diffondere questo sistema in tutto il mondo: dare la possibilità a un calore che dovrebbe essere di scarto di essere utilizzato come fonte di energia vuol dire creare un valore, un valore con cui poi si può pensare di fare qualsiasi cosa.

Speriamo che gli investitori ne abbiano riguardo e che questo sistema possa essere un esempio di come tenere a bada i consumi creati dall’esplosione dei Bitcoin. E non solo.

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Bitcoin, energia, idroponico

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