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Trasformare l’inquinamento in vernici e pigmenti non tossici

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Quando l’arte incontra la scienza a favore dell’ambiente

Trasformare l’inquinamento in vernici e pigmenti non tossici è praticamente una vocazione per John Sabraw, artista inglese, attivista e ambientalista, che cerca di unire arte e scienza creando opere in maniera eco-consapevole e sostenibile.

Tramite collaborazioni con scienziati, campagne di Kickstarter e una conferenza TED in cui racconta il suo modo di intendere la pittura, Sabraw ha condiviso e fatto conoscere i suoi dipinti realizzati con l’ossido di ferro estratto nel processo di riparazione dei flussi inquinati e i suoi progetti in merito.

Nel sud-est dell’Ohio, si trovano moltissime miniere di carbone dismesse che hanno lasciato il segno nell’ambiente, anche anni dopo la loro chiusura.

Grazie al drenaggio acido di queste miniere, Sabraw, altri artisti e membri della comunità – sono riuniti in un gruppo che si chiama Kanawha – stanno trovando modi per ripulire l’ambiente e trasformare quei rifiuti in qualcosa di significativo.

“L’arte è il meccanismo attraverso il quale esploro i dilemmi metafisici fondamentali che affrontiamo come specie cosciente.

Nessun mezzo o modalità viene trascurato quando si comincia questo inseguimento. Cerco connessioni idiosincratiche tra le cose, la compressione del tempo e della distanza, la gloria del nostro universo e i processi naturali e cosmologici”, spiega sul suo sito.

Ma intanto salva anche gli habitat acquatici che rischiano moltissimo quando la pioggia “penetra nelle miniere sotterranee e raccoglie i metalli pesanti prima di trovare la sua strada verso la sua superficie”, come spiega lui stesso in un’intervista rilasciata a Inhabitat.

“Invece di dissolversi, il ferro si cristallizza sul letto del torrente. Quel letto di ruscello coperto inibisce la crescita; pochissime cose possono sopravvivere a questo”.

Quando l’arte incontra la scienza e l’ambiente assume un senso ancora più forte. Basta guardare i suoi dipinti per capirlo.

Tra i suoi progetti ora c’è anche la costruzione di una struttura multimilionaria che possa imitare il loro processo di raccolta e purificazione dell’ossido di ferro su scala molto più ampia, per poi vendere i pigmenti e usare quei soldi per coprire i costi di pulizia dell’inquinamento.

 

 

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