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Oltre 46 miliardi di mascherine utilizzate in Italia da gennaio 2020

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Gran parte di queste finisce negli oceani e nella catena alimentare, fino alle nostre tavole

Sono tantissime le mascherine che quotidianamente vengono utilizzate e gettate via dall’inizio della pandemia da Covid-19 e una quantità elevatissima di queste finisce in mare, dove inquina, si deteriora, inquinando a livelli anche microscopici, danneggiando ambienti e animali acquatici di ogni tipo.

I numeri sono allarmanti. Ben 46 miliardi le mascherine utilizzate nel nostro paese dall’inizio della pandemia fino ad oggi.

E ben 129 miliardi sono le mascherine che ogni mese vengono consumate in tutto il mondo e la maggior parte di queste alla fine del proprio “ciclo vitale” finisce in mare.

I dati arrivano dalle stime della Società Italiana di Medicina Ambientale SIMA che, per quanto favorevole all’utilizzo di mascherine per evitare il contagio, fa presente come ad oggi siano disponibili misure alternative di prevenzione, come sistemi speciali di ventilazione e sistemi di purificazione dell’aria, altrettanto efficaci e molto meno invasive, sia per le persone che per l’ambiente.

Secondo un recente studio apparso su Environmental Advances infatti, si stima che sono circa 5500 le tonnellate metriche di plastica derivata dalle mascherine che ogni anno viene riversata in mare, e una singola mascherina è in grado di rilasciare in acqua ogni giorno fino a 173 mila microfibre di plastica che vengono ingerite involontariamente dai pesci provocandone la morte.

Ma ciò che preoccupa ancora di più è la capacità di queste microfibre di deteriorarsi fino a diventare così piccole da essere in grado di attraversare le barriere biologiche e di approdare quindi sulle nostre tavole attraverso la catena alimentare, e nel nostro organismo senza che noi ce ne possiamo rendere conto.

Luna Riillo

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