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I vegetariani? Piu’ empatici degli onnivori

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I vegetariani e i vegani sono piu’ empatici degli onnivori, di coloro che mangiano tutto. Ad affermarlo è una ricerca: vegetariani e vegani comprendono di piu’ gli altri

Dimmi cosa mangi e ti dirò come sei. Il proverbio era un poco diverso, lo sappiamo, ma detto così spiega a pieno i risultati della ricerca svolta da Massimo Filippi, secondo cui i vegetariani e ancora più i vegani sono più empatici rispetto agli onnivori. Cosa vuol dire? Che i vegetariani e i vegani hanno una capacità elevata di comprendere appieno lo stato d’animo altrui, che si tratti di gioia e, soprattutto, che si tratti di dolore.

Ci spieghiamo meglio. Massimo Filippi, responsabile dell’Unità di Neuroimaging quantitativo presso la Fondazione San Raffaele, ha studiato, insieme al suo team, il funzionamento cerebrale di vegetariani, vegani e onnivori quale conseguenza della loro differente visione del mondo, scoprendo che i vegani e i vegetariani sono più empatici degli onnivori.

Messi di fronte a scene di violenza verso uomini e animali, vegani, vegetariani e onnivori, infatti, hanno tutti attivato le aree cerebrali dell’empatia e il sistema dei neuroni specchio, ma in maniera diversa. I vegetariani e (soprattutto) i vegani hanno una disattivazione delle risposte di allontanamento e di disgusto verso queste scene, che favorisce una maggiore empatia, ovvero una maggiore comprensione del dolore altri.

Le tematiche riguardanti il funzionamento cerebrale e le sue risposte agli stimoli esterni verranno approfondite nella Settimana mondiale del cervello, che verrà inaugurata il 18 marzo 2012 e organizzata dal neuroscienziato Giancarlo Comi, presidente della Società italiana di neurologia.

(GC – fonte Sole 24 ore) 

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