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Test su animali: l’Ue ammonisce l’Italia

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L’Unione Europea ammonisce l’Italia per non aver ancora recepito le direttive per la protezione degli animali usati per i test scientifici

 

L’Italia deve assolutamente proteggere gli animali usati per i test scientifici: l’obbligo arriva da Bruxelles, che chiede all’Italia di recepire la normativa Ue. La Commissione ha deciso, infatti, di inviare un ‘parere motivato’ alle autorità, una misura che corrisponde alla seconda fase della procedura di infrazione. Se l’Italia, entro due mesi, non dimostrerà di aver recepito la direttiva, c’e’ il rischio di un deferimento alla Corte Ue, con multe. La Commissione Ue ha inviato il ‘parere motivato’ anche all’Olanda.

 

La direttiva sulla protezione degli animali usati per propositi scientifici era stata approvata nel 2010 (in sostituzione di quella del 1986), e doveva essere recepita dai diversi stati membri entro il 10 novembre 2012. L’Italia, però non ha rispettato la scadenza e la Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione con una ‘lettera di costituzione in mora’ il 31 gennaio 2013. L’Italia, ad oggi, non ha ancora risposto e per questo l’Unione Europea ha inviato un ‘parere motivato’ in cui ingiunge di mettersi in regola, sollecitando a comunicare i provvedimenti disposti entro due mesi. Nel caso di una mancata regolarizzazione, la Commissione può decidere di adire la Corte di giustizia Ue, con l’applicazione di penalità.

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