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Riparte caccia alla balena in Islanda: prima vittima

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I cacciatori di balene riprendono l’attività, anche se il mondo intero disapprova

Purtroppo i cacciatori di balene islandesi hanno ucciso il primo esemplare di balenottera comune da quando si è riaperta la caccia.

L’unico inconveniente per l’industria baleniera locale (Loftsson) è stato il percorso che ha dovuto compiere verso il Giappone, meta finale per il commercio della carne. Infatti i porti europei sono chiusi alla carne di balena e quindi ha dovuto navigare il mare del nord nella parte superiore della Russia.

Greenpeace ci spiega il perché: ‘a metà del 2013, in seguito alle proteste di Greenpeace a Rotterdam e Amburgo, e ad una petizione firmata da oltre 1 milione di persone su Avaaz, queste porte  si sono chiuse al commercio della carne di balena. Le compagnie di spedizione hanno cominciato a rifiutarsi di gestire questi carichi. Persino una delle due compagnie di navigazione islandesi si rifiuta di trasportarla. E così adesso Loftsson ha dovuto prendere direttamente in affitto una nave da carico, la Winter bay’.

Anche nel continente americano la carne di balena non ha avuto vita facile, spiega l’associazione ambientalista: ‘il signor Loftsson, nel gennaio 2014 ha provato a inviare carne di balena per la costa orientale del Nord America, etichettandola come ‘pesce congelato Balaenoptera physalus’. Gli Stati Uniti gli hanno sbarrato i porti. Il Canada ha dato il permesso e così sette contenitori hanno viaggiato 4000 miglia attraverso il Canada, in treno, ma dopo le denunce di Greenpeace Canada, le spedizioni si sono fermate.’

Greenpeace è riuscita a ostacolare anche la rotta africana suscitando clamore in Sudafrica e impedendo l’attracco nel porto di Durban.

Il Giappone è l’altro stato che prosegue nella caccia alla balena, anche adducendo ragioni (pseudo) scientifiche.

a.po

 

Balena, balenottere, caccia alla balena, islanda

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