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Referendum 2011: risultato chiaro. Scelte irreversibili. Ne siamo consapevoli?

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Dopo il risultato eloquente di questa tornata referendaria, noi di Ecoseven.net ci poniamo alcune domande sul futuro energetico di questo paese e sul futuro del servizio pubblico dell’acqua. Quella piazza che ieri, legittimamente, festeggiava ne era consapevole? In nome della democrazia

Il risultato del Referendum di ieri è eloquente. Non ha bisogno di commenti, non lascia spazio a dubbi di alcun genere. Ma oltre al numero della percentuale, alta di participazione e altissima di SI alcune domande permangono, e ci riferiamo, noi di Ecoseven.net che pensiamo di aver seguito con equilibrio tutta la fase referendaria, al futuro energetico e dei servizi pubblici di questo paese.

Alcune domande sorgono spontanee – per riprendere una celebre frase di un noto, tanto simpatico, conduttore televisivo: senza la scelta nucleare, peraltro difficile da farsi dopo quello che è accaduto a Fukushima, siamo consapevoli che abbiamo per sempre detto addio anche allo sviluppo di tecnologie e di ricerca scientifica per il nucleare di ’quarta generazione’? Abbiamo del tutto accantonato un settore scientifico e di ricerca che non potremo mai più avere. Ne siamo pienamente consapevoli? Quei giovani che ieri in piazza legittimamente festeggiavano anche in nome di un ritorno della partecipazione popolare, che è un bene assoluto (!), lo sanno? L’importante è la consapevolezza, poi la scelta che ne discende è una conseguenza naturale.

Sull’acqua pubblica, ammesso che i due quesiti siano stati spiegati bene nel periodo di campagna referendaria: vogliamo davvero che la nostra acqua, l’acqua di tutti noi (!), continui a disperdersi negli antiquati Acquedotti nostrani che, essendo a gestione pubblica (vedi al Sud il caso dell’Acquedotto Pugliese) soffrono dei mali atavici di cui soffre il ’pubblico’ in Italia? Basta la consapevolezza.

Il futuro della nostra generazione dipende anche da un SI o da un NO, ma molti non ci stanno a farsi rappresentare dai faziosi che credono che l’ideologia venga prima di ogni realtà. A destra come a sinistra. In nome della democrazia, si capisce. (michele guerriero)

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