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Protocollo Kyoto: Ronchi contesta il conteggio Ue su emissioni dell’Italia

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Secondo Edo Ronchi, il sistema di contabilizzazione europea pubblicato da ISPRA il 16 aprile scorso, non tiene conto delle emissioni reali di CO2, ma solo di quelle assegnate come target

Il conteggio Ue sulle emissioni di CO2 dell’Italia sarebbe tutto da rifare. Almeno secondo quando dichiarato dal Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile Edo Ronchi, dopo i dati sulle emissioni, pubblicati il 16 aprile dall’ ISPRA. Secondo Ronchi infatti, il sistema di contabilizzazione europea utilizzato da ISPRA sugli impianti industriali soggetti alla direttiva ETS (Emissions Trading Scheme ), a partire dal 2009, non tiene conto delle emissioni reali di CO2, ma solo di quelle assegnate come target.

Ronchi sottolinea quindi come il conteggio delle ‘emissioni calcolate ai fini del Protocollo di Kyoto per il periodo di verifica 2008-2012, siano superiori a quelle reali, e misurate nello stesso inventario ISPRA, di ben 42 milioni di tonnellate di CO2 equiv. nei cinque anni considerati’.

Le emissioni di CO2 dell’Italia, proprio per questa ragione, sarebbero ‘solo del 4,6% come media del periodo 2008-2012 rispetto al 1990, a fronte di un target del 6,5%, quando invece la riduzione reale ,comprendendo i meccanismi flessibili previsti dal Protocollo di Kyoto, è del 7,5%’. Ronchi infine rileva il seguente paradosso: ‘l’Italia – che ha ridotto le sue emissioni del 7,5%, oltre l’obiettivo del Protocollo di Kyoto – potrebbe essere chiamata a pagare l’acquisto di diritti di emissione per alcune milioni di tonnellate di CO2 che non ha emesso, solo perché si contabilizzano le emissioni previste da un tetto nominale, assegnato ai grandi impianti industriali, e non le emissioni reali, notevolmente inferiori. Questo sistema europeo di contabilizzazione o va modificato o va almeno chiarito perché l’Italia ha superato il proprio target fissato dal Protocollo di Kyoto’.

(ml)

CO2, conteggio, emissioni, Italia, kyoto

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