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Piccoli passi contro il dissesto idrogeologico: il piano e dove i primi lavori

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Nello SbloccaItalia arrivano i primi 110mln per messa in sicurezza delle città contro il dissesto idrogeologico

 

Finalmente un piccolo passo contro il dissesto idrogeologico. Ieri a palazzo Chigi si è deciso il primo atto del piano nazionale contro il dissesto idrogeologico, il faraonico progetto che prevede una spesa di 9 miliardi in 7 anni per evitare di pagare danni per 2,5 miliardi ogni anno. È così nel decreto legge Sbloccaitalia ci saranno 110 milioni di euro per le prime opere contro il dissesto idrogeologico. ‘È una giornata importante non tanto per i fondi messi a disposizione quanto perché governo, sindaci e regioni tutti insieme hanno condiviso una priorità’, ha commentato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti al termine della riunione.

In particolare, i primi passi contro il piano nazionale 2014-2020, che prevede uno stanziamento complessivo di circa 9 miliardi in sette anni, interesserà le città metropolitane: sono questi, infatti, come ha spiegato il sindaco di Firenze Nardella,  i territori più esposti all’urbanizzazione e al consumo del suolo, ed è qui che vive il 40% della popolazione italiana.

‘Abbiamo un dovere da compiere ed è usare bene i fondi che abbiamo a disposizione – ha sottolineato Delrio – recupereremo il tempo perduto ma faremo anche un piano organico fatto bene, per dire che affrontiamo in maniera sistematica il dissesto’. Il sottosegretario ha poi spiegato che i 110 milioni inseriti nello Sbloccaitalia ‘non andranno in proporzione un po’ a tutti’, ma solo alle aree ‘dove c’è maggiore pericolo’. Non solo. Delrio ha poi confermato che il governo predisporrà a breve un decreto che consenta ai comuni di sforare il patto di stabilità per realizzare le opere urgenti contro il dissesto.

gc

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