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Naufragio Costa Concordia. Avviate procedure per lo svuotamento dei serbatoi

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Avviate le procedure per svuotare i serbatoi della Costa Concordia ed evitare il disatro ambientale. Il Ministro Clini: rivedere le misure di sicurezza per la navigazione vicino alle coste e nella laguna di Venezia

Davanti all’Isola del Giglio, teatro del disastro della Costa Concordia, si continua a sperare di trovare altri superstiti, nonostante il passare delle ore faccia diminuire drasticamente le probabilità che questo accada, ma si deve pensare anche all’ambiente. Uno sversamento in mare del carburante della Costa Concordia infatti, sarebbe un disastro ecologico immane per l’arcipelago Toscano e per tutto il mediterraneo.

Per questo sono state già avviate le procedure per pompare fuori, in sicurezza, le centinaia di migliaia di litri di combustibile che ancora sono stivate nella pancia della Costa Concordia. Ad annunciarlo il Ministro per l’Ambiente Corrado Clini.

“Abbiamo attivato la procedura per garantire lo svuotamento dei serbatoi in condizioni di sicurezza. Oggi pomeriggio e’ stato definito un primo piano d’intervento che dovrebbe garantire lo svuotamento del carburante attraverso una procedura tecnica che e’ abbastanza complessa ma che potrebbe essere svolta in condizioni di sicurezza se la nave rimarra’ nel precario equilibrio in cui si trova ora”.

“Molto dipende – ha proseguito Clini – dalla situazione climatica. I serbatoi da svuotare sono molti. Il carburante e’ denso, percio’ dovra’ essere prima riscaldato per poterlo aspirare e portato in navi che sono attrezzate per contenere il carburante stesso. Abbiamo, come detto, due condizionamenti: l’inclinazione della nave e le condizioni meteo-climatiche”.

Operazioni per nulla facili quindi, che potrebbero richiedere fino a 10 giorni di lavoro da parte dei tecnici specializzati che stanno già operando intorno alla gigantesca nave da crociera affondata.

“Quello che emerge dall’incidente del Giglio – spiega ancora il Ministro Clini – mette in evidenza che una nave cosi’ grande ha un carico di carburante a bordo che la rende per certi versi simile, per la quantita’ di carburante, ad una piccola nave per il trasporto di prodotti petroliferi”.

“Di conseguenza  credo che una misura di sicurezza potrebbe essere quella di prevedere per queste navi, almeno per la parte relativa ai serbatoi di carburante, un doppio scafo o una doppia protezione. Altrimenti il rischio e’ enorme. Questo non vale – ha concluso Clini – solo lungo le coste ma vale anche per la laguna di Venezia. Da molto tempo ho osservato che il portare quelle navi nel bacino di San Marco espone ad un rischio troppo grande e troppo elevato rispetto al vantaggio che si offre ai passeggeri di qualche minuto ai turisti che sono in nave. Credo che su questo punto avremo una risposta abbastanza rapita sulle autorita’ competenti locali”.

(VG)

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